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Riforma Costituzionale: II lettura alla Camera
Gli interventi di Francesco Sanna nell'Aula della Camera del 2 e 3 dicembre 2015 ( i testi e i video)

Seguito della discussione del disegno di legge costituzionale: S. 1429-B – Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione

INTERVENTO DI GIOVEDI' 3 DICEMBRE 2015, a conclusione della discussione sugli articoli (VIDEO)

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Sanna. Ne ha facoltà.

FRANCESCO SANNA. Intanto non comprendo, onorevole Toninelli, come i senatori del futuro verranno acquistati per pochi pacchetti di sigarette se verranno indicati dagli stessi elettori che avranno eletto lei e me o altri e chi ci sarà nella prossima legislatura. Non è che adesso, cioè, pretendete di cambiare il popolo perché è il popolo che indicherà quelli e indicherà nell'elezione i rappresentanti della Camera politica che dà l'indirizzo al Governo: qui sta la differenza.

Circa l'elezione dei giudici costituzionali intanto voglio riproporre un argomento che non è peregrino: state attenti a come hanno votato i vostri colleghi di gruppo al Senato. L'ho già detto per i colleghi della sinistra e di SEL: questa posizione, cioè la ripresa in capo al Senato di un'elezione monocamerale dei giudici costituzionali, era la vostra posizione al Senato. Qui voi avete un'altra posizione.

Certo, sarebbe stato molto bello se sui punti nodali della riforma costituzionale si fosse potuto discutere Camera e Senato insieme nella dimensione bicamerale che avevamo immaginato quando, all'inizio della legislatura, volevamo modificare provvisoriamente l'articolo 138, ma c'era qualcuno che ha promesso barricate e la solita Forza Italia, che tiene la posizione un quarto d'ora sì un quarto d'ora no, fece mancare il voto per l'ultima lettura. Ma allora prendiamo le cose per come sono: i giudici costituzionali eletti dal Senato non credo che saranno di specie diversa di quelli eletti dalla Camera. Ci sarà l'attenzione dovuta, c’è un quorum molto alto, i requisiti saranno gli stessi.

Ricordiamoci questo: non tutti possono essere eletti giudici costituzionali. Quorum, requisiti, qui si dice «aggregazioni territoriali» ma badate che l'indicazione è anche un'indicazione politica: i consigli regionali, sulla base delle indicazioni dell'elettorato, nomineranno consiglieri-senatori, una nuova specie parlamentare che secondo me sarà una specie molto forte e molto qualificata a differenza di quello che si dice qui, che avranno il compito di scegliere giudici costituzionali con lo standing adeguato a cosa ? Io penso adeguato ad avere la competenza giuridica e scientifica per dirimere tutte le questioni che attengono ai profili di costituzionalità delle leggi italiane e i conflitti di attribuzione tra regioni e Stato.
Questo è un compito importante che ha assorbito il 50 per cento delle forze della Corte costituzionale negli ultimi anni.

Noi vogliamo evitare questo, vogliamo deflazionare con la riforma costituzionale il contenzioso tra lo Stato e le Regioni. Penso che il futuro Senato della Repubblica, composto da rappresentanti delle autonomie regionali e locali, sia in grado di esprimere, indicare due alti giudici costituzionali con competenze speciali su questa materia. È un sistema che si tiene, non è eccentrico. Poteva anche essere migliore la seduta comune con una riserva di voto. La scelta fatta dal Senato in terza lettura è stata questa: direi che è una scelta che presenta meno rischi di quelli che sono evidenziati nel dibattito che noi oggi stiamo facendo.

INTERVENTO DI MERCOLEDI' 2 DICEMBRE 2015 ( SULL'ART.2) VIDEO

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Sanna. Ne ha facoltà.

FRANCESCO SANNA. È risuonata più volte nel dibattito una discussione e argomenti che hanno riguardato tutto il complesso della riforma costituzionale più che l'articolo 57. Spero che questo sia derivato dal fatto che con pochi ma mirati interventi siamo riusciti a spiegare e a farci capire evidentemente circa il fatto che l'elemento di novità portato alla lettura della Camera dei deputati dalla lettura del Senato, l'espressione «in conformità con le scelte degli elettori», vuol dire semplicemente ciò che il senso comune dà a queste parole e che la legge, prevista come riserva di legge ordinaria nell'ultimo comma dell'articolo 57, ci darà poi modo di precisare.
Alcuni hanno ironizzato: ci sono molti modi di far sì che i cittadini indichino i candidati a fare i consiglieri regionali-senatori che rappresenteranno quella regione nel Senato della Repubblica e non avevamo la possibilità di discutere questi modi oggi. Però posso dire che, se c’è una sfida che attende questo Parlamento, sarà approvare quella legge ordinaria con una maggioranza non ordinaria. Molti interventi hanno dato dei suggerimenti, noi possiamo dare un'indicazione sull'ambito territoriale, più piccolo o più grande; sulle liste, piccole o grandi; sull'uso della preferenza; certamente sull'uso del criterio della parità di genere, di cui nessuno ha parlato, ma che tuttavia, a nome del Partito Democratico, ritengo si debba dire che sarà uno dei criteri della futura legge e cercheremo di farlo al meglio anche nella costruzione di una maggioranza più ampia di quella che abbiamo visto all'opera nel voto di questi emendamenti.

Molti interventi si sono addensati sul modo con cui stiamo procedendo: certo nel processo di riforma costituzionale si è detto che il premio di maggioranza ha turbato l'equilibrio del dibattito. Ma in realtà il premio di maggioranza si è distribuito e articolato su posizioni differenti che ne hanno usufruito, come SEL e alcuni degli eletti nel Partito Democratico che hanno abbandonato questo campo e sono contro i contenuti della riforma; forze che non ne hanno usufruito, come Scelta Civica e i Popolari per l'Italia-Centro Democratico, sono a favore della riforma; mentre altre forze politiche che non hanno goduto del premio sono state sempre contrarie addirittura all'eliminazione del bicameralismo paritario, come il MoVimento 5 Stelle, ovvero ora a favore ora contro addirittura sullo stesso testo, come Forza Italia, a cui va definitivamente dedicato quel verso di Walt Whitman: «Mi contraddico ? Ebbene sì. Sono vasto, contengo moltitudini».

Però, signori e colleghi di Forza Italia, avete forse necessità di fissare il concetto che manca a voi nella discussione sui temi costituzionali: che bisogna starci sino all'ultimo nella discussione e sino all'ultimo nella scelta.

Si è detto che non si fanno le riforme con le Aule occupate solo dai membri dei partiti di maggioranza: certo; non si fanno le riforme nottetempo: certo. Peccato che non si fanno le riforme nemmeno facendo un ostruzionismo che non è caratteristico del dibattito costituzionale, facendo arrivare la notte e poi dicendo che di notte non si vota e poi andandosene dicendo: ve la votate da soli. Questo non è spirito costituzionale, nemmeno di revisione costituzionale, certo non di spirito costituente. Si è detto che il Governo è troppo presente nell’iter di riforma, ma il Governo ha presentato un progetto che è stato discusso in più di centotrenta sedute tra Commissioni e Aula; ha visto oltre 3.600 interventi; è stato modificato inoltre in 150 punti rispetto al testo presentato.

Il tema sarà se noi vogliamo portare la riforma a conclusione: il Partito Democratico vuole portarla a conclusione con il massimo di apertura nel dibattito da qui alla sua fine e nel dibattito vero che sarà quello davanti agli italiani.

Vi ricordo che i partiti di centrosinistra sono rimasti a votare contro la riforma costituzionale del centrodestra nel 2005, hanno perso, in Parlamento, ma hanno vinto davanti al popolo. Noi speriamo di vincere in Aula e davanti al popolo (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

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