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Conflitto interessi. Sanna (Pd) “ecco punti forti nuovo testo”.
Primi voti in Commissione alla Camera.

Sul conflitto di interessi è stata raggiunta un’ “intesa forte” su alcuni punti fermi. Lo dice il relatore Francesco Sanna (Pd). I punti dell’intesa, riferisce Sanna, riguardano: “la valutazione preventiva del conflitto; la sua natura esclusivamente economica (abbiamo escluso i conflitti non patrimoniali perché non definibili in una norma che, nel caso, darebbe luogo a continue incertezze nella rappresentanza politica); non abbiamo voluto istituire una nuova autorità, visto che ce ne sono già molte, dunque le competenze restano all’Antitrust, come già prevede l’attuale legge, sulle competenze sul conflitto di interesse;

se l’Antitrust ravvede l’esistenza di un conflitto di interesse di un membro del governo, o del parlamento, o dei Consigli regionali con le proprie attività economiche, potrà chiedere all’interessato di optare tra la sua carica o la sua impresa: di fronte ad una indecisione decade dal suo ruolo elettivo o di nomina, e questa è una novità assoluta della legge; verrà infine colpita con dure sanzioni anche l’impresa che viene avvantaggiata dall’esistenza di un eventuale conflitto di interessi.

Questi sono i punti rilevanti del nuovo testo che raffiniamo in Commissione e ci avviamo a portare in Aula, consapevoli che la legge Frattini va superata perché interviene con sanzioni inadeguate e solo quando il conflitto emerge in concreto.

Per la trasparenza e la pulizia delle istituzioni siamo certi che il nuovo sistema che proponiamo sarà adeguato ed efficace”. Primi voti sui 286 emendamenti alla legge sul conflitto di interessi in Commissione Affari costituzionali della Camera. A margine dei lavori il presidente Andrea Mazziotti (Sc) ha raccontato che la commissione proseguirà le votazioni luned’, martedì e mercoledì prossimo così da trasmettere il testo definitivo alle altre commissioni per i pareri prescritti.

Il provvedimento è atteso in aula per il martedì successivo, 23 febbraio.  Finora la commissione ha bocciato gli emendamenti all’articolo 1 tranne alcuni di M5s e Sel, che ampliano l’applicazione della legge ai titolari di cariche di governo ai componenti delle Authority e ai titolari di tutte le cariche pubbliche di nomina politica.

Il dubbio è che per queste posizioni ci siano già delle norme di settore con un loro regime di incompatibilità. L’altro elemento rilevante è il fatto che Fi ha ritirato i propri emendamenti che sopprimevano tutti gli articoli. Questo per dimostrare che gli “azzurri” non si oppongono a varare una legge.

Rimangono gli altri soppressivi di singoli punti o che ne modificano alcune parti. La legge ha due relatori, Francesco Sanna del Pd e Francesco Paolo Sisto di Fi, che non danno pareri omogenei. Infatti finora Sanna ha espresso pareri positivi o negativi sui vari emendamenti, mentre Sisto si è rimesso alle decisioni della Commissione.

da Tribunapoliticaweb.it, 11 febbraio 2016

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