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S alla Riforma costituzionale: un compromesso di alto profilo
L'intervista a Francesco Sanna su L'Unione Sarda del 12 agosto 2016

La riforma è frutto di " una mediazione alta", di un grande " compromesso costituzionale", che " non comprime la rappresentanza" ma allunga " la vita democratica del Paese". Francesco Sanna, deputato del PD, spiega così il suo sì al referendum.

UNA RIFORMA COMPLESSA PER UN SOLO QUESITO.

" Non c'è dubbio che sarebbe stato meglio approvare in Parlamento due o tre differenti leggi di riforma della Costituzione, ma ora abbiamo un unico testo. E né i parlamentari né i cittadini che hanno promosso il referendum confermativo hanno chiesto che si articolasse in diversi quesiti".

NOVITA' ANCHE SUI REFERENDUM.

" Sì, con la previsione del referendum propositivo e di indirizzo, per la prima volta, la Costituzione prevede che i cittadini abbiano il potere non solo di abrogare una legge, o di proporla al Parlamento, ma di " scriverla e approvarla".

CAMBIA QUALCOSA ANCHE SUL REFERENDUM ABROGATIVO.

" Per favorire la partecipazione, si sdoppia in due binari. Il primo, quando viene attivato da almeno 500 mila cittadini- come stabilito nella Costituzione del 1948 quando gli italiani erano oltre venti milioni in meno rispetto ad oggi- mantenendo lo stesso quorum di validità, la metà degli aventi diritto. Se richiesto da 800 mila persone, per essere valido basterà la partecipazione della metà più uno degli elettori che hanno votato alle ultime elezioni politiche"

VIENE "SPACCHETTATA" L'ELEZIONE DEI GIUDICI DELLA CONSULTA.

" Personalmente avrei mantenuto l'elezione dei cinque giudici, su quindici, di competenza del Parlamento nelle mani delle Camere in seduta comune con quorum elettivi alti, in modo da " costringere" le forze politiche a negoziare su figure autorevoli".

NON E' ANDATA COSI'.

" Durante la discussione della riforma, il Senato ha impostato uno schema diverso, per il quale il Senato ( cioè Regioni e sindaci) eleggerà autonomamente due giudici costituzionali, sempre con quorum elevati".

QUOTE ROSA FINALMENTE NELLA COSTITUZIONE.

" Anche nella disposizione che riguarda le Regioni è stata inserita una clausola che riguarda l'equilibrio tra i sessi nell'accesso alle istituzioni rappresentative. Quindi ogni Regione dovrà integrare la propria legge elettorale per attuare questo dettato e qualche mese fa il Parlamento ha approvato una legge di principio in materia".

E IN SARDEGNA?

" Penso che nello Statuto sardo, che è una legge costituzionale, la questione sia stata anticipata con la riforma del 2012, che attende però di essere attuata".

Alessandro Ledda

L'Unione Sarda, venerdì 12 agosto 2016

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