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Nuova occupazione con la green economy: a Iglesias uno dei 10 nuovi contratti di sviluppo
La Renovo Bioedil incrementa la produzione di bioedilizia e energia da biomasse, nello stabilimento ex Rockwool
Francesco Sanna (Partito Democratico). Il MISE presenta il nuovo modello di Contratto di Sviluppo. Sottoscritti i patti per dieci iniziative. In Sardegna - ad Iglesias - Renovo Bioedil, incentivata anche con i fondi del Piano Sulcis - farà bioedilizia ed energia da biomasse.
 
Ieri a Roma il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, insieme all'amministratore delegato di Invitalia Domenico Arcuri e al Direttore Generale degli Incentivi Carlo Sappino, hanno presentato le nuove regole del contratto di sviluppo, lo strumento di programmazione negoziata dello Stato che mette insieme le risorse europee, nazionali e regionali per incentivare nuove iniziative imprenditoriali di media e grande dimensione. Oltre all'annuncio delle nuove modalità di accesso allo strumento e delle notevoli risorse (circa due miliardi di euro) a disposizione per i nuovi progetti, sono stati sottoscritti dieci nuovi contratti di sviluppo, di cui uno in Sardegna, promosso dalla Renovo Bioedil.
 
"Esprimo grande soddisfazione, perché riparliamo di economia reale, di lavoro che si crea, di imprese che investono, e di un sistema pubblico ed istituzionale che le accompagna nei territori" commenta Francesco Sanna, deputato del Partito Democratico.
 
"E anzi direi che si passa dal parlare di nuove iniziative a realizzarle. L'iniziativa cofinanziata da Stato, Regione ed Unione Europea in Sardegna sarà localizzata ad Iglesias, nella zona industriale ed andrà parzialmente a recuperare strutture precedentemente utilizzate dalla Rockwool.
Ad un investimento nella produzione di energia elettrica e termica da biomasse, già realizzato con 10 milioni di euro e gestito da Renovo Bioenergy alle porte della città, si aggiunge quindi quello oggetto del contratto di sviluppo sottoscritto ieri dall'amministratore di Renovo Bioedil dott. Stefano Arvati.
 
Quello di Iglesias sarà un impianto per prodotti di bioedilizia ed in particolare pannelli coibentanti in fibra di legno e sughero. Saranno investiti circa 25 milioni di euro, con un cofinanziamento della Regione Sardegna pari a 8,8 milioni di euro. Altrettanti li mette lo Stato mediante Invitalia (saranno restituiti con un tasso agevolato) ed il resto lo faranno gli azionisti capitalizzando la loro azienda. Si tratta del contratto di sviluppo, per ora l'unico riguardante una nuova impresa, previsto dal Piano Sulcis".
 
"Trovo ottima l'idea" continua Sanna "di recuperare e valorizzare i residui vegetali provenienti dalla manutenzione forestale del territorio del Sulcis Iglesiente e della Sardegna del Sud. Spero sia l'innesco di una filiera della green economy nel sud della Sardegna che leghi la tutela e lo sviluppo del nostro patrimonio boschivo alla manifattura. Il legno ed il sughero provenienti, oltre che dalle manutenzioni, da recuperi dell’industria di trasformazione del sughero verrà impiegato per la produzione di prodotti naturali ed in particolare pannelli coibentanti ad alta efficienza termica. Oggi in Italia importiamo questi prodotti da Germania e Francia. Buona anche la scelta di connettere l'impianto energetico alimentato biomasse con quello di produzione dei pannelli: vedremo alla fine se sarà un vero e proprio caso di economia circolare".
 
Se l'investimento raggiungerà gli obiettivi del suo business plan diverremo da importatori ad esportatori, perché sia nel nostro Paese, sia all' estero la bioedilizia è in grande sviluppo sia per le nuove costruzioni, sia per la ristrutturazione necessaria all'efficientamento energetico. Ad Iglesias verrà prodotto un pannello innovativo composto da fibra di legno (o altra fibra tipo canapa, lana ecc.) e da sughero, insieme attraverso un impianto tecnologicamente avanzato ed innovativo prodotto da un'altra azienda italiana (IMAL), leader nel mondo nell’ambito della produzione di impianti per il recupero di materiale legnoso.
 
"Il saldo dell'occupazione prevista è significativo. I 29 occupati diretti del nuovo impianto si moltiplicano almeno per due se si considerano gli addetti alle centrale di cogenerazione e l'occupazione indiretta per la logistica, le manutenzioni e l'approvvigionamento delle biomasse.
Spero che la nuova forma, semplificata e veloce, del contratto di sviluppo e l'investimento Renovo sia da esempio per nuove altre iniziative in Sardegna" conclude Sanna.
 
Iglesias, 23 dicembre 2016
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