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Iniziativa legislativa a difesa della libertÓ di azione politica dei parlamentari
La proposta di legge presentata da Francesco Sanna alla Camera, 17 gennaio 2017
Legge inefficacia previsioni sanzionatorie in violazione liberta' degli eletti.
 
Onorevoli colleghi,
 
nella diciassettesima legislatura repubblicana il tema della attuazione con legge ordinaria dei principi impressi nella Costituzione dall'articolo 49 (organizzazione democratica dei partiti affinché i cittadini liberamente associati possano determinare la politica nazionale), si è intrecciata con la messa in discussione, da parte di alcune formazioni politiche, del principio dell'esercizio non vincolato del mandato parlamentare, previsto dall'articolo 67 della Costituzione.
 
Il presentatore ritiene che il principio della libertà di esercizio del mandato parlamentare sia ancora attuale, e vada difeso dal tentativo di negarlo e aggirarlo - nemmeno tanto surrettiziamente - mediante la sottoscrizione di patti o promesse unilaterali che sottomettono l'eletto a consultazioni preventive, nulla osta e recepimento di indicazioni da organi e persone, a volte anche non investite da ruoli formali dentro l'organizzazione politica che ne ha promosso la candidatura alla carica rappresentativa, al fine di assumere iniziative, promuovere nomine, sostenere o contrastare provvedimenti legislativi propri, di altri gruppi politici o del governo. Il massimo del vincolo di obbedienza e sottomissione si ha quando la violazione di tali obblighi viene sanzionata mediante la previsione di multe, versamenti di danaro o trattenute sulle indennità.
 
Il diritto/dovere di discutere e sottoporre a "rendicontazione politica" l'operato all'interno delle istituzioni parlamentari è altra cosa rispetto al vedersi sostanzialmente impedito da sanzioni economiche anche particolarmente rilevanti  l'esercizio del mandato parlamentare in piena libertà, assumendo eventualmente il rischio della sanzione politica ed elettorale legata alla posizione di dissenso interno.
 
La presente proposta, in attuazione degli articoli 49 e 67 della Costituzione, introduce nell'ordinamento una previsione esplicita di inefficacia dei patti e delle promesse unilaterali, solitamente fatti sottoscrivere all'atto della candidatura, nei casi  in cui gli eletti "promuovano, adottino o partecipino alla adozione di provvedimenti o effettuino nomine senza attendere il parere o senza seguire l’indicazione di una o più persone o organi – in qualsiasi modo qualificati  – dei quali tali accordi prevedano l'intervento in decisioni di competenza degli eletti".
 
Il primo comma dell'articolo unico esplicita e attua la tutela dell'articolo 67 della Costituzione a favore dei membri del Parlamento,ma si estende anche ai consiglieri e deputati delle assemblee legislative regionali, a membri del Governo e delle giunte regionali, ai componenti dei consigli e delle giunte nelle autonomie locali ("gli eletti e i nominati  cariche nelle autonomie locali"), poggiando stavolta sull'articolo 49 della Costituzione ed offrendo una interpretazione sostanzialistica del "metodo democratico" che deve contraddistinguere l'azione di partiti e movimenti politici.
 
Lo strumento individuato per attuare la tutela è la previsione legislativa della nullità giuridica dei patti, contratti e promesse unilaterali che impongano sanzioni economiche agli eletti che non vogliano adempiere obblighi di fare, imposti sotto minaccia di sanzione economica da soggetti estranei alla istituzione in cui gli eletti servono.
 
Il secondo comma della disposizione proposta afferma invece la nullità di diritto dei patti con contenuto impositivo analogo ma che prevedano, quale sanzione per il sottrarsi agli obblighi di consultazione  e controllo preventivo delle scelte legislative, di governo o amministrative , l'esclusione o l'espulsione dalla organizzazione politica o dai gruppi parlamentari o consiliari. 
 
 
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Articolo 1
 
Sono nulli di diritto, agli effetti civili, le promesse  unilaterali e i contratti, anche conclusi per accettazione, mediante i quali i candidati e gli eletti alle cariche legislative e i nominati a incarichi di governo, e gli eletti e i nominati  cariche nelle autonomie locali, si obbligano a corrispondere somme di danaro a titolo di sanzione economica a partiti, movimenti, gruppi politici organizzati o ai delegati alla presentazione di liste di candidati alle elezioni, nel caso in cui promuovano, adottino o partecipino alla adozione di provvedimenti o effettuino nomine senza attendere il parere o senza seguire l’indicazione di una o più persone o organi – in qualsiasi modo qualificati  – dei quali tali accordi prevedano l'intervento in decisioni di competenza degli eletti.
 
Sono altresì nulli di diritto i patti e le promesse unilaterali di cui al comma precedente il cui inadempimento sia previsto quale giusta causa di esclusione o espulsione del candidato o dell’eletto dai partiti, dai movimenti, dalle associazioni politiche, presentatori delle liste per elezioni a cariche legislative o amministrative, e dai relativi gruppi parlamentari o consiliari.
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documenti
Proposta di legge per la tutela dell'indipendenza dei parlamentari formato: .doc 44 KB preleva »

La relazione e il testo dell'iniziativa legislativa di Francesco Sanna ( Roma, Aula della Camera 17 gennaio 2017)