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Arel: la metanizzazione della Sardegna
l'intervento di Francesco Sanna al seminario dell'Arel, Roma 22 marzo 2017 ( sotto in allegato gli atti completi del convegno)
Usare la "rivoluzione GNL" per metanizzare della Sardegna. Rafforzare la scelta positiva della SEN con alcune norme speciali
(Francesco Sanna - Deputato al Parlamento)
 
Unica tra le Regioni italiane, la Regione Autonoma della Sardegna non è approvvigionata di gas naturale, in quanto non è collegata ad altri snodi della rete nazionale dei gasdotti, e con il fallimento del progetto GALSI - il gasdotto che avrebbe collegato l'Algeria e l'Italia attraversando l'Isola da sud a nord - non ha una prospettiva concreta di accedere alla rete del gas compresso. 
Tale gap infrastrutturale si riverbera con oneri energetici ed ambientali significativi, i primi calcolati in un range tra i 300 e i 500 milioni di euro in più all'anno per le famiglie e le imprese.
La scelta strategica della SEN, di dedicare un capitolo alla metanizzazione della Sardegna e di individuare nella "rivoluzione" del Gas Naturale Liquefatto la chance per realizzare, è del tutto condivisibile.
 
La metanizzazione della Sardegna rimane un obiettivo storico nazionale e della autonomia regionale di riduzione dei disagi della insularità, ma deve tenere presente l'evoluzione del sistema delle fonti energetiche alla luce degli impegni internazionali per la decarbonizzazione, al fine di combattere il surriscaldamento globale ed il climate change. 
 
La programmazione dell'uso del metano in Sardegna, come fonte fossile a basso impatto di emissioni, da privilegiare nella transizione verso la sostituzione di tutte le fonti fossili con fonti rinnovabili, non può che avere - in definitiva - la prospettiva temporale della transizione. 
 
Le infrastrutture per il GNL, per avere senso economico, sono da realizzarsi in Sardegna in tempi quanto mai rapidi, ed il loro primo livello - le infrastrutture per lo stoccaggio e la connessa rigassificazione, specie di piccola taglia - va incentivato e regolato in modo differente rispetto a ciò che accade per il resto del Paese già infrastrutturato.
Occorre per questo motivo creare una cornice normativa specifica e speciale per il "caso Sardegna", che acceleri nei prossimi tempi la realizzazione degli stoccaggi e delle infrastrutture a valle di essi.
In quest'ottica, il documento sulla Strategia Energetica Nazionale dovrebbe meglio individuare i punti deboli della normativa nazionale di settore vigente, creando una disciplina transitoria, che per i prossimi tre/cinque anni crei per la metanizzazione dell'Isola le condizioni di una forte accelerazione degli investimenti.
 
Individuo questi punti critici.
 
1) Sulla ipotesi dell’approvvigionamento del metano nell’Isola derivandolo dalla rigassificazione del GNL, il documento afferma: 
 
“Con lo sviluppo di una rete di trasporto nazionale è ipotizzabile che anche il sistema gas sardo sarà sottoposto agli obblighi di unbundling, e pertanto i depositi costieri di GNL, che sono attualmente in via di sviluppo sulla base di iniziativa privata, potranno essere soggetti all'obbligo di accesso da parte di terzi nel momento in cui essi saranno collegati alla rete complessiva, divenendo pertanto punti di entrata della rete stessa. I depositi in corso di autorizzazione sono infatti attualmente finalizzati all’uso industriale e al trasporto su gomma del GNL ma potranno essere in futuro adibiti anche all’alimentazione delle reti di distribuzione di gas naturale per uso civile, una volta soddisfatti gli obblighi di separazione contabile prescritti dalla normativa vigente (decreto legislativo n.257/2016 di recepimento della direttiva “DAFI” sulle infrastrutture per l’utilizzo dei combustibili alternativi).”
 
Tale affermazione non tiene conto della concreta possibilità che, oltre ai depositi costieri così come appena definiti, vengano realizzati in Sardegna rigassificatori di piccola taglia prevalentemente al servizio delle utenze civili, collegati alla ipotizzata rete nazionale di trasporto e pienamente inseriti nel sistema di metanizzazione della Sardegna previsto dal PEARS, l'atto di programmazione energetica e ambientale della Regione.
 
È noto infatti che gli impianti sino ad ora proposti e localizzati presso i porti industriali dell'Isola sono dei rigasssificatori di piccola taglia (small scale), in grado di assolvere alla funzione di “entry” nella rete di trasporto nazionale e garantire una sufficiente quantità di metano per i fabbisogni dell’utente tutelato.
 
Il documento, non considerando i primi approcci imprenditoriali alla metanizzazione mediante GNL, focalizza la sua attenzione esclusivamente sui depositi costieri immaginando solo per il futuro un loro inquadramento strategico nel piano per la metanizzazione. Vi si  afferma infatti che: 
 
“I depositi costieri di GNL, la cui realizzazione è prevista con investimenti privati in regime di mercato, non incidono sui costi del sistema nazionale, ma dovrà essere valutato il sistema regolatorio ad essi applicabile nel transitorio e una volta connessi alla rete complessiva.”
 
Rinviare al futuro l’individuazione del regime regolatorio al quale sottoporre i rigassificatori di piccola taglia, può essere fonte di incertezza sulla fattibilità degli investimenti e causa certa di ritardo nell’avvio dei lavori che rischia di essere posticipato dagli investitori e dalle imprese all’ottenimento dell’inquadramento normativo dell’impianto. 
 
Specificare oggi il regime regolatorio al quale sottoporre i rigassificatori small scale, chiarirebbe il quadro  all’interno del quale gli investitori privati possono muoversi e ne favorirebbe l'iniziativa, consentendo di calcolare pienamente il rischio.
 
Questa operazione di chiarezza potrebbe avvantaggiarsi dalla estensione di una normativa specifica in materia che è stata fino ad ora applicata alla logistica dell’approvvigionamento del metano derivante dalla rigassificazione del GNL nel sistema strategico nazionale. In particolare i rigassificatori costruiti nel mare territoriale davanti alle coste della penisola (es. OLT Livorno e Edison Rosignano) sono regolati dalle disposizioni della AEEGSI ad esempio per la determinazione delle tariffe e per il fattore di copertura dei ricavi (vedi Testo modificato ed integrato dalle deliberazioni 502/2013/R/GAS, 604/2013/R/GAS, 583/2015/R/COM e 191/2016/R/GAS “Regolazione delle tariffe per il servizio di rigassificazione di gas naturale liquefatto per il periodo di regolazione 2014-2017”.
 
Il documento sostiene inoltre la “migliore fattibilità economica degli investimenti privati per la realizzazione dei depositi SSLNG, potendo contare sull’effetto scala di un mercato di GNL con volumi maggiori rispetto alla sola domanda civile e industriale, con riflessi positivi anche sulle misure regolatorie previste per il loro funzionamento”. 
 
Ma tale affermazione - certamente condivisibile quando immagina un possibile ruolo della Sardegna nel "rifornire" il trasporto marittimo alimentandone i nuovi motori a GNL, essenziali per abbattere le emissioni di zolfo ai livelli richiesti dalle convenzioni internazionali a partire dal 2020 - non  tiene conto che, proprio l’individuazione certa del sistema regolatorio per i mini rigassificatori è l’elemento decisivo nella decisione dell’investimento specie in considerazione dei bassi volumi iniziali di consumo di GNL in Sardegna.
 
2)    Lo stesso adattamento del regime regolatorio applicabile alla costruzione dei rigassificatori di piccola taglia idonei alla dimensione geografica e di consumo della Sardegna, è indispensabile per le reti di distribuzione del metano derivante dalla rigassificazione del GNL.
 
Anche in questo caso non si tratterebbe di adottare una disciplina ex novo, bensì di applicare quella in vigore nella penisola italiana metanizzata (senza tuttavia escludere una specifica Direttiva ministeriale in merito da indirizzare all’ AEEGSI). Seguendo quanto prefigurato dal documento della Strategia, in Sardegna lo scenario infrastrutturale virtuoso potrebbe essere così rappresentato: l'approvvigionamento del GNL avverrebbe con navi gasiere di dimensione idonea alla sua rete di depositi costieri; lo stoccaggio e la rigassificazione si farebbe in impianti small scale  dichiarati strategici, “aperti” e sottoposti al regime di separazione contabile; l'immissione del metano avverrebbe nella parte sarda della Rete Nazionale di Trasporto del metano; l'immissione nelle reti di distribuzione di Bacino (reti, anch’esse, sottoposte al regime di separazione contabile) e vendita all’utente finale si realizzerebbe attraverso società di vendita.
Esattamente quanto avviene oggi nel sistema distributivo nazionale ad esclusione del punto “entry” del metano.
 
La necessità di individuare da subito il sistema regolatorio applicabile a regime alle reti di distribuzione sarde è auspicato dallo stesso documento di consultazione. Propongo che sia quello che ho provato a descrivere supra.
 
3) La terza proposta di modifica ed integrazione del documento SEN prospetta uno specifico intervento di carattere normativo. 
Il testo in consultazione prevede che: “le reti cittadine attualmente servite ad aria propanata, una volta alimentate a GNL rigassificato localmente, e quindi restando reti isolate, fino alla realizzazione della rete di trasporto che collegherà tra loro le reti di distribuzione, verrebbero trattate dal punto di vista regolatorio come la attuali reti isolate alimentate a GPL presenti nel territorio peninsulare, in particolare nelle zone montane”.
 
Il realizzarsi di questa previsione racchiude due potenziali criticità che andrebbero superate.
Il primo scenario che si potrebbe presentare è quello di una situazione che veda la costruzione dei rigassificatori anticipata rispetto alla conclusione dei lavori della Rete Nazionale di Trasporto. Questo impedirebbe alle reti di distribuzione potenzialmente collegabili con gli impianti di stoccaggio e rigassificazione,  quelli più capaci di innescare e alimentare il necessario ciclo di investimenti, di usufruire di un sistema tariffario regolato  sino all’entrata in esercizio della Rete di Trasporto Nazionale nel territorio sardo. Mancherebbero così vantaggi economici per l’utente finale calcolabili in circa il 30% degli attuali costi energetici.
 
Il secondo scenario è quello che vedrà totalmente escluse dal sistema delle Reti di Trasporto Nazionale e Regionale importanti porzioni di territorio della Sardegna, che non saranno raggiunte dal metanodotto per la sua particolare configurazione geografica.
Se questo dovesse accadere sarà impossibile immaginare che i Concessionari dei Bacini esclusi dalle reti di trasporto realizzino le reti di distribuzione con conseguente penalizzazione di vasti territori della Sardegna.
 
Per evitare il realizzarsi di entrambe le ipotesi appena descritte, diventa indispensabile prevedere, stante la specificità del sistema per la metanizzazione della Sardegna, che anche i sistemi isolati di distribuzione di metano derivante da GNL vengano ammessi al sistema regolatorio di regime nelle more della realizzazione e collegamento alle reti Nazionali e Regionali di trasporto del metano. Gli aggregati minimi potrebbero essere gli attuali Bacini individuati dalla Delibera RAS 54/28 del 2005, che divide il territorio sardo in 38 aree, corrispondenti a bacini in cui il servizio di distribuzione è stato messo a gara ed aggiudicato agli attuali concessionari, impegnati nella costruzione delle reti ma in forte e volontario ritardo di realizzazione.
 
Applicando differenti tariffe ai cittadini raggiunti dalla rete nazionale/regionale dei metanodotti, rispetto a quelli serviti da reti isolate, si creerebbe una evidente disparità di trattamento fra i cittadini sardi e/o una parziale diffusione del metano nell’Isola.
 
Penso sia quindi essenziale per tutte le reti che saranno esercite a metano applicare sin da subito le disposizioni nazionali in materia tariffaria quali il :“Testo Unico delle disposizioni della regolazione della qualità e delle tariffe  dei servizi di distribuzione e misura del gas per il periodo di regolazione 2014-2019 (TUDG)” e “Testo integrato delle attività di vendita al dettaglio di gas naturale e gas diversi da gas naturale distribuiti a mezzo di reti urbane 
(Tivg)”
 
Applicando alla Sardegna la normativa per gli impianti e le reti nazionali, i concessionari delle reti di distribuzione, che non hanno dato inizio ai lavori anche per l’ attuale ”incertezza” normativa, potrebbero ritrovare convenienza ad avviare le opere in modo tale ultimarle in concomitanza con la realizzazione dei gasdotti e dei rigassificatori costieri.
 
Francesco Sanna
Deputato al Parlamento
 
ROMA, 22 MARZO 2017
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documenti
Arel: atti seminario su metanizzazione della Sardegna formato: .pdf 326 KB preleva »

 

Gli atti della giornata di studi svoltasi a Roma il 22 marzo del 2017