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Legge europea: con le modifiche del Senato il testo torna alla Camera
Il disappunto di Francesco Sanna per l'allungamento dei tempi di approvazione dell'importante provvedimento
"Tutti sapevamo che cambiare una virgola della Legge Europea al Senato avrebbe comportato un nuovo esame della Camera e mettere a rischio l'attuazione tempestiva delle norme sull'energia, che riguardano migliaia di imprese e di conseguenza centinaia di migliaia di lavoratori. 
Lo abbiamo spiegato a tutti, ed in tutte le lingue.
 
In Sardegna, a queste norme è legata la soluzione della vertenza ALCOA e l'esistenza dell'industria dei metalli non ferrosi. Dice per migliorare l'etichettatura dei formaggi ma in realtà per "vendicare" la fiducia alla Camera sulla legge elettorale, MDP ha votato con le destre e M5S. 
Il testo è modificato, dovrà tornare alla Camera con grandi problemi per il calendario dei lavori già programmato.
 
Negli ultimi minuti sembra si stiano addirittura astenendosi nei voti sulla legge, ed al Senato l'astensione vale contro.
 
In politica c'è chi fa e purtroppo c'è chi disfa per vuoti simbolismi. Senza curarsi delle conseguenze per il mondo del lavoro, che dice di voler tutelare".
 
Roma, 10 ottobre 2016
 

Replica a Luca Pizzuto ( consigliere regionale)

Vorrei dire all'amico consigliere regionale Luca Pizzuto, con il quale ci siamo sempre trovati dalla stessa parte nel difendere la prospettiva delle industrie nel Sulcis e i suoi lavoratori, che non c'è nessuna strumentalizzazione nel criticare la posizione dei senatori del suo partito, articolo1-MDP, nel voto sulla Legge Europea. Almeno da parte del PD.
Perché la sua ricostruzione dei fatti non corrisponde a quello che è capitato ieri.
 
Anche al Senato erano tutti consapevoli che qualsiasi modifica al testo del disegno di legge - che contiene norme sul sistema energetico nazionale indispensabili per chiudere la vicenda ALCOA e di grande aiuto per il sistema industriale italiano nella sua competizione con il resto del mondo - avrebbe ritardato un'approvazione ormai urgente, anche per i provvedimenti di attuazione che richiede.
 
Il primo errore - dal mio punto di vista - dei senatori MDP è stato quello di contribuire con i propri voti favorevoli a modificare la legge su questioni che il Governo aveva dato garanzia di affrontare nel senso richiesto in sede attuativa. Quelle modifiche, non indispensabili, rimandano il provvedimento alla Camera, dove dovremo fare salti mortali per riprendere in mano la Legge Europea prima di iniziare la discussione sulla legge di bilancio che blocca l'esame delle altre leggi.
 
Il secondo errore - sempre dal mio punto di vista - è stato quello di far iniziare la fase di opposizione di MDP al governo Gentiloni su un provvedimento che serve ad evitare infrazioni comunitarie per centinaia di milioni di euro e, nel caso dell'energia, salvare la competitività della fabbrica italiana. 
E su un punto, caro Luca, a Roma te l'hanno spiegata male: ieri al Senato non c'è stato nessun voto di fiducia al Governo sulla Legge Europea. Quindi i senatori MDP potevano tranquillamente votare la legge, senza nessuna storpiatura del loro nuovo profilo di oppositori.
 
Mi permetto di suggerire caldamente a MDP di ammettere l'errore di Palazzo Madama e di correggerlo a Montecitorio, aiutando il PD a calendarizzare rapidamente il nuovo esame della legge e partecipare alla sua approvazione con un voto a favore.
 
Francesco Sanna
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