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I 5 Stelle contro rilancio ex Alcoa: la risposta di Francesco Sanna
Il deputato dem su Facebook risponde alla senatrice Serra del M5S
Una polemica sulla legge Europea
 
In un appassionato post, la senatrice Manuela Serra (Movimento 5 Stelle), dice che con la Legge Europea sulle aziende così dette "energifore" (ma forse voleva scrivere "energivore": significa "che consumano molta energia") provocherà l'aumento della bolletta elettrica per gli altri utenti. E tratta da sprovveduti i cittadini che si bevono "le balle dei soliti noti". La senatrice Serra merita una risposta, anche perché poi di balla ne spara lei una grossa, e verificabile da chiunque.
 
Proviamo a dirla semplicemente.
 
Per consentire l'esistenza in Italia di 3000 imprese energivore, con circa 1 milione di lavoratori diretti e indiretti (e relative famiglie), in pratica la grande impresa manifatturiera italiana, la Legge Europea riduce loro di molto il carico delle tasse che vengono imposte a tutti i consumatori per finanziare le fonti di energia rinnovabili. Di contro, dall'anno prossimo, verranno soppresse tutte le altre riduzioni di costi che oggi avvantaggiano queste imprese. Così avverrà in tutto il resto d'Europa.
 
Il Parlamento ha intanto deciso che si incentiveranno le fonti rinnovabili più tecnologicamente avanzate, quelle che a parità di costi consentiranno di produrre più energia pulita. 
Si creeranno molti risparmi. 
 
Risparmieremo anche dalla fine delle forti incentivazioni per gli impianti più vecchi, e dal contrasto alle truffe. Almeno la metà di questi risparmi - dice la legge - andranno ai consumatori domestici e alle piccole imprese. L'altra metà per finanziare impianti di energia rinnovabile più efficienti e meno costosi.
Lo sconto, nei calcoli che abbiamo fatto al momento della scrittura della norma, manterrà complessivamente stabile la bolletta delle case italiane. Che - lo sappiamo - è fatta da una miriade di contratti. Differenti per potenza, più cari se l'energia alimenta una seconda casa o un ufficio.
 
Accade che nei giorni scorsi l'Autorità per l'Energia Elettrica segnala al Parlamento che nell'applicare la riforma del finanziamento delle energie rinnovabili nella bolletta elettrica nazionale (siamo terzo anno di applicazione) ha bisogno di un breve stop: qualche mese di tempo per riorganizzare i conti, ed evitare che il sovrapporsi dei provvedimenti avvantaggi troppo una categoria e ne penalizzi un'altra.
 
Dice la Serra: anche noi abbiamo sostenuto questa tesi, ma hanno respinto il nostro ordine del giorno che impegnava il Governo in tal senso.
Qui la bugia, o la cattiva informazione, o un misto di entrambe. Lo potete verificare leggendo i resoconti parlamentari dell'8 novembre.
 
Il Governo ha accolto l'ordine del giorno dei 5 Stelle, anche su richiesta esplicita del Partito Democratico che ne aveva predisposto uno di segno analogo. Non lo ha respinto. Il Governo dirà alla Autorità per l'energia di rallentare nella applicazione della riforma della bolletta elettrica ai piccoli utenti. 
 
Rafforzeremo, nel frattempo, il bonus energia a favore delle posizioni socialmente più deboli. 
Il PD ha anche annunciato un indirizzo parlamentare alla Autorità Energia perché riequilibri in maniera razionale il finanziamento delle fonti rinnovabili e non vanifichi la volontà del legislatore, che è quella di indirizzare metà almeno dei risparmi nei prossimi anni sugli utenti.
 
La verità, cara senatrice Serra, è che avete votato contro quel milione di lavoratori. Contro le loro famiglie. Contro quelle migliaia di imprese che hanno resistito alla crisi e alla tentazione della delocalizzazione all'estero. Contro la capacità tecnologica e produttiva del Paese, che sta trainando una ripresa economica ancora debole e che speriamo di rafforzare. Di questo non mi sembra vi interessi niente. Forse perché più le persone stanno male, più cercherete di sfruttare elettoralmente la loro rabbia ?
 
Così il deputato PD Francesco Sanna sulla sua pagina FB,
 
Cagliari, 10 novembre 2017
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