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Stabilizzare i precari: caro Paolo, anche il Consiglio regionale ( e il PdS) la pensa come me
Francesco Sanna replica alla risposta del segretario del PdS, Paolo Maninchedda
Essendo ormai vecchio di relazioni umane e politiche, so che quando una interlocuzione inizia con "non si permetta" o "non accettiamo lezioni", sorridere e salutare è la meglio cosa, perché non si vuol portare la discussione da nessuna parte. Per Paolo Maninchedda faccio una eccezione perché non voglio fare come molti che non prendono sul serio il Partito dei Sardi, di cui è segretario, e considerano le sue uscite con una alzata di spalle. 
 
Penso che il PD sardo debba avere un confronto pubblico plurale e trasparente con le forze politiche indipendentiste, senza evitare i temi più complicati, e che invece siano sbagliati la subordinazione culturale, il pragmatismo avaloriale, la presunzione di superiorità. Quindi rispondo brevemente alla replica del PdS alla mia posizione sul piano per la stabilizzazione dei lavoratori precari nella sanità sarda. 
 
Avendo preso parte alla loro elaborazione in Parlamento, sostengo che le norme nazionali (Riforma della PA, decreto di attuazione su riduzione/eliminazione del precariato,circolare Madia del novembre 2017) siano sufficienti a muovere celermente verso una applicazione in Sardegna. 
Plaudo a Pigliaru, Arru e Moirano, ciascuno con la sua responsabilità, che affermano di voler procedere. Penso sia sbagliato fermare le macchine per le elezioni, perché di cicli elettorali importanti ne avremo tanti nel prossimo anno e mezzo. La manovra contro il precariato è vista dai provvedimenti nazionali che ho ricordato prima con una durata triennale, ed il 2018 è fondamentale per concludere le operazioni di assorbimento entro il 2020.
 
Oggi i consiglieri regionali del PD mi hanno fatto notare che la necessità di procedere non la sostengo io da solo (a volte dovessi montarmi la testa) ma tutto il Consiglio Regionale della Sardegna. Come ? Con un ordine del giorno approvato alla fine della discussione sulle legge di stabilità 2018, il numero 79. Quando ? Il 9 gennaio 2018, sei giorni fa. Sostenuto da chi ? Sottoscritto da tutti i capigruppo, votato da tutto il Consiglio, compresi i consiglieri PdS.
 
Quell'ordine del giorno (che non conoscevo prima di stamattina) richiama le stesse disposizioni nazionali di prima, e non dice alla Giunta di fermarsi o tenere tutto sottotraccia perché sarebbe uno schifoso annuncio elettorale, ma di "procedere alla adozione dei provvedimenti necessari all'avvio dei piani di stabilizzazione". Sul resto dei suggerimenti a saperne di più, proverò a farlo, anche se non ho l'ambizione di diventare un esperto: e mi fido anche del dialogo tra il Consiglio, la Giunta e la dirigenza dell'ATS. 
 
Per adesso so che c'è una prima e ipotetica pianta organica dell'ATS, che tiene conto della nuova Rete Ospedaliera, da confrontarsi con la somma delle vecchie piante organiche delle otto ASL. La delibera fa un'analisi dei nuovi fabbisogni, valuta i pensionamenti, ipotizza mobilità di personale. Non ho trovato i 900 esuberi (semmai squilibri: qualifiche in eccesso, ma altre che mancano), e l'obiettivo di questa attività sarà la riqualificazione del lavoro nei diversi stabilimenti sanitari. Questa riqualificazione si fa con lo sblocco del turn over,  cioè la fine della mancata sostituzione di chi va in pensione e con la piena utilizzazione delle figure precarie, molte delle quali si trovano anche in graduatorie di concorsi già espletati e quindi saranno avvantaggiate dal doppio binario assunzionale che abbiamo previsto nella legge nazionale. Tutto qui.
 
Sulla questione giustizia in Sardegna, un semplice post-scriptum. Non credo ci siano complotti della magistratura contro nessuno, non vedo una giustizia veloce e maligna per alcuni, lenta e benigna per altri. Vedo indagini e processi in corso,  per gli esiti dei quali attendo come tutti le conclusioni che ci daranno i diversi gradi di giudizio previsti dalla legge. Vedo una giustizia da migliorare nel servizio ai cittadini, alle imprese, alla comunità. Vedo lo sforzo, per raggiungere l'obiettivo, di magistrati, avvocati, forze dell'ordine: per la legalità dentro le garanzie costituzionali di libertà.Vedo regole nuove su indagini e processi, fatte dal Parlamento del quale sarò membro sino a marzo prossimo, ed altre ancora da fare, per le quali c'è ancora da fare e per le quali il programma del mio partito assumerà impegni chiari.
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