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SolidarietÓ a Caterina Pes: i violenti non ci tolgono il sorriso ma non devono nemmeno farla franca
Francesco Sanna commenta le aggressioni e le minacce contro la candidata del PD al Senato
 
Spesso la violenza politica nasce anche dalla tolleranza sbagliata della intimidazione verbale, della minaccia che non ha nemmeno il pudore di rimanere anonima, ma si rivela con nome e cognome dell'autore sui social. Quelle che ho letto, riferite alla collega deputata Caterina Pes, alla quale va la mia solidarietà umana e politica, non sono opinioni politiche, insulti o diffamazioni, sono minacce. Esse verrebbero, mi si dice, anche da appartenenti a movimenti della estrema destra.
 
In questa legislatura, a tutela dei sindaci e degli amministratori locali, abbiamo approvato una legge che colpisce più efficacemente sia la minaccia, sia la violenza nei loro confronti. Essa punisce le intimidazioni dirette a chi appartiene ai corpi politici, amministrativi o giudiziari del Paese. Quindi anche quelle nei confronti di un parlamentare in carica.
 
E' un reato sufficientemente grave da non aver bisogno, per vederne acclarata l'esistenza, di querele della parte offesa: è procedibile d'ufficio.
 
Cosa che vorrei avvenisse, e per questo scrivo una nota diffusa alla stampa, perché la notizia di reato giunga più facilmente alla autorità giudiziaria.
 
Francesco Sanna
 
Cagliari,  21 febbraio 2018
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