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Referendum sulla Statutaria: su Federalismi.it l'opinione di Pina Carboni
La ricercatrice di Diritto Costituzionale dell'Universit? di Sassari ha pubblicato un approfondito parere

IL REFERENDUM SULLA LEGGE STATUTARIA DELLA REGIONE SARDEGNA:ULTIMO ATTO? di Giuliana Giuseppina Carboni ( Ricercatrice di Diritto costituzionale, Facolt? di Economia dell'Universit? di Sassari) ) 24 ottobre 2007. ( ndr. per leggere l'intero articolo scarica o apri il file pdf allegato in calce)

Il 21 ottobre 2007 i cittadini sardi sono stati chiamati a votare il referendum, indetto con decreto del Presidente della Regione n. 69 del 1 agosto 2007, per decidere se approvare o respingere la "Legge statutaria della Regione Autonoma della Sardegna" approvata dal Consiglio il 7 marzo del 2007.

La consultazione ha visto prevalere i No con il 67, 91% dei voti, tuttavia, poich? solo il 15,57% dei sardi ? andato alle urne, la legge statutaria potr? essere promulgata e pubblicata sulla base di quanto dispone la legge regionale sui referendum, che non considera valido il voto popolare (che altrimenti avrebbe bocciato la legge) nel caso in cui vada a votare meno di un terzo del Corpo referendario.
La promulgazione, da parte del Presidente della Regione, potrebbe essere ritardata nel caso in cui il Comitato del No decidesse di presentare ricorso alla Corte d'Appello per contestare la validit? del quorum, chiedendo una pronuncia nel merito 3 .

Prima di analizzare i termini della questione relativa alla esistenza del quorum, ? opportuno effettuare una rapida ricostruzione del processo riformatore, che ha condotto all'approvazione del testo di legge statutaria sul quale si ? svolta la consultazione.

Il procedimento di approvazione Il progetto di legge da cui ? scaturito il testo approvato il 7 marzo era stato presentato al Consiglio dalla Giunta regionale il 30 novembre 2005. Con tale disegno di legge la Giunta si proponeva di definire il primo tassello di un ''pi? generale progetto di riforme istituzionali'' da porre in relazione con ''la imminente riscrittura dello Statuto regionale, che dovr? sostituire (una volta avvenuta la prevista intesa con lo Stato) il testo attualmente ancora vigente e approvato nel 1948''.

Secondo i proponenti la riforma complessiva della autonomia andava concepita ''come un processo graduale basato su due pilastri, distinti ma profondamente interconnessi tra loro. Il primo costituito per l'appunto dalla legge statutaria, nella piena disponibilit? della Regione; mentre il secondo (il nuovo Statuto) sarebbe dipeso ''dalla capacit? dialettica della Regione ed anche dalla sua potenzialit? di pressione nei confronti dello Stato nel conquistare pi? avanzati livelli di autonomia''.In effetti il primo pilastro ? stato quasi completato, ma il processo di revisione dello Statuto si trova a un punto morto.

Nel maggio del 2006 il Consiglio regionale aveva approvato la legge che istituiva la Consulta per lo Statuto, ma il rifiuto dell'opposizione di centrodestra di designare i propri rappresentanti e soprattutto il ricorso alla Corte costituzionale del Governo nei confronti della legge 6 , hanno interrotto il processo di revisione e la possibilit? di realizzare per questa via un'ampia partecipazione della comunit? regionale all'elaborazione del nuovo Statuto.

La mancata riforma dello Statuto ha indotto i proponenti ad affidare al disegno di legge statutaria il compito assai gravoso di avviare il processo delle riforme istituzionali nella Regione, tracciando un percorso destinato inevitabilmente a condizionare gli atti successivi (statuto e legge elettorale).

Anche i contenuti della proposta di legge sono stati dilatati fino a contenere ''tutto quanto ? gi? negli attuali poteri di autodeterminazione della Regione'', e quindi oltre a un preambolo contenente i principi cui deve ispirarsi la Regione, poi espunto in Commissione ''Le norme sulla partecipazione dei cittadini alla vita pubblica, la forma di governo della Regione, la definizione dei compiti e dei reciproci rapporti tra i vari organi, le norme sulla ineleggibilit? e incompatibilit?, quelle sui potenziali conflitti di interesse, sulla trasparenza e sull'etica pubblica, sugli organi di garanzia, nonch? la definizione dei rapporti tra la Regione e le autonomie territoriali "minori" nell'ambito di quello che dovr? essere il futuro sistema integrato delle autonomie ''.

Il testo proposto dalla Giunta ? stato modificato dalla Prima Commissione del Consiglio, che ha concluso il suo esame il 12 dicembre 2006. Le modifiche pi? significative, finalizzate a snellire la legge e a ricondurla ai contenuti prescritti dall'art. 15 dello Statuto, hanno riguardato il Preambolo, che ? stato interamente soppresso, la definizione dei compiti del Consiglio, al quale sono stati attribuiti compiti di nomina e controllo, la disciplina dell'ineleggibilit? del Presidente della Regione e dei consiglieri regionali, il c.d. conflitto d'interessi. (ndr. Scarica o apri il file PDF per leggere l'articolo completo)

 

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Un approfondito articolo apparso su Federalismi di Giuliana Giuseppina Carboni,  Ricercatrice di Diritto costituzionale, Facolt? di Economia dell'Universit? di Sassari. ( ndr. per leggere l'intero articolo scarica o apri il file pdf allegato)