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Work in progress: lo statuto nazionale del PD approvato dalla Commissione il 2 febbraio ''08
In tempo reale: i documenti e l'elaborazione dello Statuto; le regole per l'elezione degli organi territoriali del PD sardo

Come molti di voi sanno, anche dagli impegni evidenziati nell’agenda, l’Assemblea Costituente nazionale del PD, mi ha eletto nella commissione Statuto, per la quale – in un comitato ristretto della stessa commissione –  ho contribuito alla redazione del testo definitivo licenziato sabato 2 febbraio u.s.

Dai primi di novembre abbiamo lavorato con una certa solerzia. Molti amici mi hanno scritto per dei suggerimenti e per sottopormi delle riflessioni in merito allo statuto. Li ringrazio le osservazioni sono state un utile contributo al lavoro svolto

Sui principi dello Statuto  si è realizzato un dibattito, che trova spazio anche su altri siti internet, che mi sembra opportuno portare a conoscenza di una platea sempre più ampia. Perciò ho deciso di riservare questa finestra del sito per far conoscere i testi base sui quali abbiamo lavorato e il testo definitivo esitato dalla Commissione sabato 2 febbraio 2008 ( sono graditi i vostri commenti). Lo spazio del mio Blog può accogliere ulteriori interventi di quanti  hanno opinioni da esprimere.

Francesco Sanna

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documenti
Statuto nazionale: testo base del Comitato di redazione del 18 dicembre 2007 formato: .pdf 353 KB preleva »

Il testo base della presidenza, con gli emendamenti proposti da diversi commissari 

Statuto nazionale: le proposte Migliavacca, Sanna, Filippeschi, Oliverio e pi? formato: .doc 113 KB preleva »
Sul testo base Vassallo: Migliavacca, Filippeschi, Francesco Sanna, Nicodemo Oliverio e altri commissari hanno proposto diversi emendamenti
Dibattito sullo Statuto: l'opinione di Marina Sereni, Vicepresid gruppo PD-l?Ulivo Camera dei deputati formato: .doc 34 KB preleva »

A gennaio la Commissione per lo Statuto dovrebbe concludere i suoi lavori per consegnare una proposta da sottoporre all’Assemblea Costituente.
Dal confronto sono emerse sin qui alcune differenze di “modello”, in particolare legate al ruolo che si intende attribuire agli iscritti (aderenti) rispetto agli elettori (sostenitori). Prima di entrare nel merito mi sembrano necessarie due premesse (scarica tutto l'intervento nel file allegato).

Il testo e gli emendamenti in discussione nel comitato di redazione del 7 gennaio 2008. formato: .pdf 529 KB preleva »

Questo documento è il testo che raccoglie sia le parti su cui il comitato di redazione della Commissione Statuto si è trovato d'accordo, sia le più importanti formulazioni alternative. Ho lavorato a tali formulazioni con Migliavacca, Oliverio ed altri costituenti, ed ho proposto autonomamente le norme sulle forme di autonomia politica "spinta" verso un modello propriamente confederale e sulla introduzione di un Ufficio politico con compiti di Direzione, più snello rispetto alla composizione del Coordinamento Nazionale.
Svilupperò inoltre, su questi ulteriori punti, posizioni diverse rispetto al testo alla cui stesura ho partecipato.

1)     Albo dei sostenitori. Ritengo che l’esigenza di evitare inquinamenti non debba portare alla preventiva iscrizione all'Albo. Dunque ci si deve poter iscrivere all’Albo al momento del voto sui segretari nazionali e regionali, in occasione di elezioni primarie, di referendum interni e partecipazioni a forum, sapendo che tale atto è politicamente impegnativo e comporta quantomeno un "fedeltà elettorale" verso il PD.

2)     Candidatura a Segretario Nazionale e Segretario Regionale. Nel documento “passano” alla fase di voto dei sostenitori i due candidati che abbiano ottenuto i migliori irisultati nella fase in cui votano gli aderenti. La mia proposta è che ai primi due si aggiungano i candidati che abbiano conseguito il 15 % dei voti, e che abbiano superato questa soglia in almeno 5 regioni.

3)     Le primarie per i parlamentari nazionali ed europei. Il testo Vassallo praticamente le rende facoltative, il documento alla cui stesura abbiamo partecipato le prevede, ma le filtra attraverso un meccanismo che “autorizza” alla partecipazione candidati votati da una maggioranza qualificata del Coordinamento Nazionale, su proposta dei PD Regionali. E’ difficile ragionare di primarie sui parlamentari senza prendere le mosse da  un concreto modello di legge elettorale. Tuttavia quello proposto, pur essendo un passo avanti rispetto alla omissione del testo base, non è ancora un sistema accettabile. Il principio che proporrei è una primaria aperta, o con soglia molto bassa.

Da ultimo, mi giungono molte critiche alla norma sul limite dei mandati. Tre mandati interi senza necessità di deroga per ogni livello legislativo – si obietta – può configurare una carriera che, con gli opportuni incastri, si sviluppa per oltre 40 anni. Può andar bene per alcuni leader nazionali (che godranno appunto di un voto esplicitamente derogatorio) ma non per tutti coloro che accedono al "servizio" nelle istituzioni. Si potrebbe  inserire un contemperamento alla disposizione prevedendo che se il candidato ha conseguito o conseguirà con l’elezione 20 anni di ininterrotta militanza in organi legislativi diversi (o anche come presidente di Provincia o Sindaco di comune capoluogo), egli si deve assoggettare al voto di deroga.

Il regolamento per le primarie del 24 febbraio 2008 in Sardegna formato: .doc 85 KB preleva »

Il testo con le modifiche apportate dalla Assemblea Costituente del 4 gennaio 2008

La bozza Statuto discussa nell'incontro del 12 gennaio 2008 formato: .pdf 499 KB preleva »
Il comitato ristretto sta procedendo all'ultimazione del testo da sottoporre alla commissione plenaria.
Il testo dello Statuto approvato, il 2 febbraio 2008. formato: .pdf 342 KB preleva »
Dopo questa stesura e la trasmissione al Presidente Prodi e al segretario Veltroni, il testo dovrà essere approvato dall'Assemblea Costituente nazionale.
Emendamento Francesco Sanna all'art 18 formato: .doc 28 KB preleva »
CAPO IV, art.18. Scelta dei candidati per le cariche istituzionali
Emendamento Sanna: Elezione diretta del Segretario nazionale formato: .doc 23 KB preleva »
Art. 9, Comma 6. Elezione diretta del Segretario nazionale
Emendamento F.Sanna: Regioni a Statuto Speciale formato: .doc 23 KB preleva »
Capo III, art 13. Comma 2. Le Regioni a Statuto Speciale e le Province Autonome


 
Fabio Rubagotti, lunedý 17 dicembre 2007
?Non dobbiamo svilire la discussione sulle regole perch? ? proprio dalle regole che noi diamo l?idea del Partito democratico che vogliamo costruire.?
Carissimi Vito De Filippo e Francesco Sanna, all?indomani
dell?annuncio della sua candidatura alle primarie del PD, sono queste le parole con cui Enrico Letta rispose a una domanda sul perch? di una campagna incentrata sulle regole a scapito di un confronto pi? concreto sui contenuti politici.
E? forte di questa affermazione che come giovane candidato nella lista ?Progetto Lombardia con Martina? collegata a Enrico Letta mi permetto di sottoporvi alcune proposte con
l?incosciente ambizione di portare un contributo creativo:

1.Primarie di partito. I direttivi Nazionale, Regionali, Provinciali devono essere eletti col voto di tutti gli iscritti (e non solo dei delegati).
2.Voto a distanza. Per evitare che il tempo sia la discriminante della partecipazione dei cittadini alla vita di partito deve essere previsto che l?iscritto quando chiamato ad esprimersi possa farlo anche col voto
a distanza.
3.Proposte legittimate. In tema di democrazia interna di
partito (statuto e regolamenti) ogni iscritto deve poter contribuire attivamente all?agenda dei lavori. Ogni proposta, se opportunamente corredata da un prefissato numero di firme, deve essere discussa e votata nell?ambito territoriale in cui ? stata presentata. Qualora
venisse approvata con una maggioranza qualificata la stessa acquisirebbe il diritto (legittimazione) ad essere sottoposta al livello superiore, e cos? via fino al livello nazionale dove verrebbe indetto un referendum tra tutti gli iscritti.
4.Certificazione dei bilanci. Affinch? le risorse finanziarie del PD siano gestite in modo oculato e trasparente il bilancio deve essere obbligatoriamente
certificato da una societ? di revisione.
5.Garanti proattivi. Dei garanti che non solo si pronuncino su segnalazioni di presunte violazioni delle regole, ma che attivamente vigilino e se necessario
intervegano qualora l?operato degli iscritti, compresi coloro i quali ricoprono cariche pubbliche, non sia compatibile al codice etico del partito.
6.Candidature a cariche istituzionali. Nel caso il partito
democratico non trovi una sintesi condivisa sulle candidature si deve ricorrere allo strumento delle primarie con modalit? stabilite dal regolamento. Analogamente alle primarie del 14 Ottobre bisogna
prevedere, un minimo numero firme e un limite prefissato di tempo (es. 5 mesi prima della scadenza elettorale) per la presentazione della propria candidatura, oltre il quale, nessuno sarebbe pi? legittimato ad invocare le primarie.
Fabio Rubagotti
Circoli del Partito Democratico di Brescia

Federico Oggian, lunedý 17 dicembre 2007
Caro Francesco,
Facendoti innanzitutto i migliori auguri per il lavoro in Commissione ti invio alcune proposte da sottoporre alla Commissione Statuto che riguardano il PD all?estero.
Federico Oggian
delegato della Circoscrizione Estero all?Assemblea Costituente

Il dispositivo finale approvato dall?Assemblea Costituente del Partito Democratico non dice nulla sulle modalita? di costruzione del PD all?estero.
Purtroppo noi delegati della Circoscrizione Estero non
abbiamo utilizzato la giornata dell?Assemblea per trovarci tutti insieme. Solo una parte di noi si ? ??autoconvocata?? a conclusione dei lavori, e da molti e? emersa la necessit? di coordinarsi e confrontarsi.
Il regolamento per il voto all'estero prevede che le
funzioni di direzione e coordinamento in questa fase provvisoria siano affidate congiuntamente agli eletti ??esteri?? in Assemblea Costituente e ai rappresentanti del PD nell?UNIONE degli italiani nel Mondo.
Ora credo sia arrivato il momento di aprire la discussione e il percorso per dare vita in ogni paese estero al PD.
Dobbiamo preparare lo Statuto del PD all'estero, definendo quali saranno gli organismi dirigenti della circoscrizione estero e le modalit? con le quali verranno eletti.
Faccio alcune brevi considerazioni e qualche proposta per aprire il dibattito che spero coinvolga non solo i Dirigenti della Circoscrizione Estero di DS e Margherita e i delegati all'Assemblea Costituente, ma anche tutti i candidati alle primarie nelle diverse liste e i cittadini che hanno votato il 14 ottobre all'estero. E? a loro che dobbiamo il nostro ruolo di ''costituenti''. Sintetizzando in uno slogan, direi che ??il PD all?estero deve essere innanzitutto degli italiani all?estero??.
Innanzitutto chiederei che la Commissione Statuto eletta dall'Assemblea Costituente costituisse un gruppo di
lavoro ad hoc, composto da delegati della Circoscrizione Estero, per elaborare la proposta di Statuto del Partito all'estero.
Auspico che lo statuto del PD all' estero sia ispirato al principio federativo.
Cio' significa decentamento territoriale e autonomia decisionale delle realta? locali. Non si tratta di un?opzione politica astratta. Lo richiede l? estrema differenziazione di problematiche che nei diversi
paesi le comunita? italiane presentano.
Il PD all?estero deve anche organizzarsi, a mio parere, in modo efficace rispetto a quelle che sono le aree geografiche che suddividono le circoscrizioni nelle
competizioni elettorali. Sono quindi dell?opinione di prevedere la figura del Coordinatore (e Coordinamento) di circoscrizione e/o di continente.
Naturalmente questo non deve significare appesantimento
organizzativo ma decentramento di struttura e risorse. Direi:
struttura di partito molto leggera a Roma e strutture e risorse ai Coordinamenti Nazionali e a quelli di Circoscrizione elettorale e/o continentale.
Infine. Le modalita? di elezione degli organismi dirigenti. In Italia i cittadini hanno potuto eleggere direttamente anche i loro Segretari Regionali.
All?estero a mio parere dovremo fare qualcosa di
corrispondente.
Sottopongo allora a tutti questa proposta: prevedere
elezioni primarie per tutti i principali livelli degli organismi dirigenti del PD all?estero: Coordinatori nazionali, Coordinatori di circoscrizione e/o continente, Coordinatore della circoscrizione Estero e componenti il Coordinamento della stessa.
Praga, 5 novembre 2007

Federico Oggian


Roberto Trobbiani, lunedý 17 dicembre 2007
Buongiorno dott. Sanna,

Mi chiamo Roberto Trobbiani e le scrivo da
Roma.
Sono stato candidato con Letta alle primarie del 14 ottobre nella circoscrizione Lazio 1 per l'assemblea regionale.
Ho letto sul sito c'? la possibilit? di inoltrare suggerimenti per il lavoro della commissione statuto, ed eccomi qua.

Credo che nello statuto del PD dovr? esserci l'equiparazione dei diritti tra iscritti e
non in occasione di primarie o di votazioni pubbliche per decisioni di merito.
Non sono affatto convinto della possibilit? di votare via
internet perch? non c'? la possibilit? di un controllo autenticamente democratico;

Inoltre, se si decide invece di aderire al PD, dovrebbe
essere possibile non farlo esclusivamente recandosi in un luogo sul territorio - come era ad esempio il modello dei DS, partito da cui provengo - ma dare la possibilit? di iscrizione in maniera indiretta aderendo ad un'associazione tematica o culturale che sia, e avendo gli stessi diritti di chi aderisce direttamente al PD;

Per qualsiasi livello di competizione elettorale o qualsiasi livello di posizione gerarchica interna, ciascuno iscritto, e non, dovr? avere la possibilit? democratica di mettere a disposizione la propria
candidatura e di poter esporre la propria piattaforma democratica.
Inoltre chi parteciper? alle primarie dovr? poter scegliere il proprio rappresentante e non votare delle liste chiuse.

I bilanci economici del PD, dal nazionale a quello comunale dovranno essere comunicati agli iscritti per competenza territoriale.

I doveri dell'adesione sono nel versare una quota economica minima, nel versare una quota di un euro o
pi? in occasione di primarie o votazioni pubbliche, di non poter essere iscritto a pi? partiti e di non partecipare in occasione di competizioni elettorali ad alitre liste, anche civiche.

mi sembra di
aver scritto tutto, grazie dell'ascolto e buon lavoro

roberto trobbiani
Cristiano Zironi, lunedý 17 dicembre 2007
Ho letto ora la delibera della riunione di marted? 20 della Conferenza dei segretari regionali.
Non entro nel merito delle controversie da essa generate.
Vorrei solo aggiungere un suggerimento da parte mia, che espongo sommariamente, ma che mi pare importante come profilo statutario-elettorale.
Alla luce del punto 7. mi prodigo per sostenere un sistema di modalit? di voto da parte delle assemblee di Circolo (cio? dei partecipanti alle primarie del 14 ottobre, mi pare di capire, che abbiano confermato la loro intenzione di proseguire ed accettato l'attestato di partecipazione) molto semplice, aperto ed efficace. Come si usava nei tempi migliori della nostra esperienza pregressa. Vale a dire: Liste aperte, formate da autocandidature presentate -se si vuole - con il corredo di un modesto, ma non insignificante numero di firme (e qui allargherei anche oltre i partecipanti alla primarie del 14 ottobre, perch? se uno ? cos? bravo e radicato nella sua citt? da portare 30 o 40 firme di supporto alla candidatura, vale la pena
dinon perdere n? lui, n? i suoi sottoscrittori!), voto di preferenza singolo,elezione di coloro che hanno riportato il maggior numero di voti.
Possibilmente senza mettere delegati all'Assemblea provinciale "di diritto".
I famosi "eletti" (parlamentari, regionali, amministratori locali, ecc.) ,se vogliono essere presenti anche l?, almeno facciano la fatica di sottoporsi ad un voto della base! Tanto pi? che partono gi? superavvantaggiati ed avranno lo stesso tutti i benefici concreti a loro disposizione: visibilit?, sostegno mediatico, strumenti di partito, mezzi, ecc. Quindi uno sforzo lo possono anche fare....
Piuttosto, per garantire la presenza femminile o comunque la riserva di genere, si pu? stabilire che nessun genere deve essere rappresentato da pi? del 60% di eletti e pertanto, ove fosse necessario, gli ultimi eletti del genere sovrabbondante lascerebbero il posto ad altrettanti dell'altro genere. Come succedeva alla Camera ed al Parlamento Europeo per le liste delle minoranze linguistiche collegate con apparentamento.
Buon lavoro.
Ciao Cristiano


Alessandro Padula Ettore Navone, lunedý 17 dicembre 2007
Ai componenti della commissione "Statuto" della costituente nazionale dell?Ulivo - Partito democratico.

Care democratiche, cari democratici:

Vi scriviamo come promotori dell'appello alla costituente nazionale dell?Ulivo ? Partito democratico, UNA TESTA, UN VOTO: ANCHE PER I BAMBINI! www.unatestaunvotoancheperibambini.org .

Crediamo che tra le regole che la commissione, di cui voi fate parte, vorr? esplicitare nello ?Statuto?, che vi accingete a redigere, troveranno spazio:

? Le regole per un funzionamento realmente democratico del partito fondate sul principio "una testa, un voto", e

? Le regole per rispettare l'impegno ?a costruire un partito aperto alla partecipazione di una larga platea di cittadini, che affidi al loro voto, diretto e segreto, la scelta della leadership?.

Crediamo che la ?statuto? si qualificher? soprattutto per la dose di coraggio "democratico" e di innovazione ?democratica? che la vostra commissione sar? capace di proporre. Coraggio per fondare un partito non degli ?iscritti?, ma dei cittadini-elettori. Innovazione per fondare un partito non solo per chi ha gi? il diritto di voto, ma anche di chi non questo diritto non l'ha ancora.

In questo senso, pensiamo che l'esempio di innovazione contenuto nel regolamento delle primarie del 14 ottobre per l?elezione della costituente dell?Ulivo ? Partito democratico, sia significativo. Il diritto di voto alle primarie ? stato declinato utilizzando criteri pi? avanzati di quanto previsto dall'Articolo 48 della Costituzione della Repubblica Italiana: ? stato riconosciuto il diritto a partecipare in qualit? di elettori a tutte le cittadine ed i cittadini italiani che al 14 ottobre avessero compiuto 16 anni nonch?, con i medesimi requisiti di et?, alle cittadine e ai cittadini dell'Unione Europea residenti, e alle cittadine e ai cittadini di altri Paesi in possesso di permesso di soggiorno.

Occorre proseguire su questa strada. Occorre osare di pi?.

Con questo spirito, l?appello UNA TESTA, UN VOTO: ANCHE PER I BAMBINI! www.unatestaunvotoancheperibambini.org chiede alla costituente nazionale, che la proposta originaria del Professor Luigi Campiglio [Attribuire il diritto di voto al momento della nascita, delegandone l'esercizio ad uno dei genitori fino a che il minore non abbia raggiunto la maggiore et? e lasciando alla competizione politica fra i partiti il compito di conquistarne il voto Prima le donne e i bambini: chi rappresenta i minorenni? ? Il Mulino, Bologna 2005] sia calata nel "manifesto dei valori" e nello "statuto" del futuro partito democratico attraverso passaggi che prevedano:

? A livello di ?manifesto dei valori?, il riconoscimento, nel rispetto del principio ?una testa, un voto?, delle ?teste? dei bambini che ci sono (l?attribuzione del diritto di voto alle ?primarie? dal momento della nascita ? punti 1 e 4 dell?appello), e

? A livello di ?statuto?, l?individuazione delle regole per rendere effettivo il diritto di partecipazione dei minori alle ?primarie? - aperte ai cittadini e non solo agli"iscritti" - per la selezione della leadership e dei candidati a cariche pubbliche nazionali e locali (la competizione politica interna al partito democratico ? punto 6 dell?appello): l?appello suggerisce la delega ad uno dei genitori sino alla maggiore et? o sino al riconoscimento della ?capacit? civile?, ma sul metodo da preferire si pu? discuterne ancora e dovr? decidere la commissione statuto o l?ufficio tecnico elettorale del nuovo partito (le modalit? per assicurare l?effettivit? del diritto di partecipazione dei minori - punto 5 dell?appello)*.

Crediamo che questa proposta possa qualificare la "cifra" del nascente partito democratico. Partito non solo di quelli che lavorano, ma di quelli che lavoreranno. Non solo per noi, ma soprattutto per i nostri figli. Non solo per l'oggi, ma soprattutto per il domani.

Ci sono segni in Europa che sottolineano la rilevanza di questi due elementi (riconoscimento dei diritti delle generazioni future e innovazione nelle regole democratiche): in Austria l?estensione del diritto di voto per le elezioni politiche ai sedicenni; in Germania ? dove gi? i sedicenni votano alle elezioni amministrative in molti L?ndern - l'inizio della discussione - su proposta della Foundation for the Rights of Future Generation (Stiftung f?r die Rechte zuk?nftiger Generationen, www.srzg.de ) che ha aderito al nostro appello - di un disegno di legge di revisione costituzionale per inserire "la tutela dei diritti delle generazioni future" tra i principi fondamentali dello stato.

Al nostro appello alla costituente nazionale dell?Ulivo - Partito democratico, oltre a tanti semplici cittadini e associazioni di genitori, hanno gi? aderito i costituenti Gad Lerner e Luigi Bobba (Commissione Codice Etico), Sabina Ratti e Giacomo Vaciago (Commissione Manifesto dei Valori), e Stefano Facchi.

Chi desidera approfondire il contenuto della nostra proposta pu? consultare il nostro sito o contattarci all?indirizzo email info@unatestaunvotoancheperibambini.org . Se invece qualcuno di voi desidera aderire all'appello pu? farlo subito su www.unatestaunvotoancheperibambini.org nella sezione ADERISCI.

A quelli che hanno aderito e a quelli che aderiranno chiediamo di impegnarsi perch? la proposta contenuta nell?appello sia almeno discussa dalla commissione ?Statuto? e dalla assemblea costituente per l?Ulivo-Partito democratico.

Nel partito democratico, proviamo ad osare pi? democrazia!

Cordiali saluti

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Alessandro Padula | Ettore Navone
Promotori Comitato UNA TESTA, UN VOTO: ANCHE PER I BAMBINI!
Via Bergognone 31 | 20144 Milano
Email: info@unatestaunvotoancheperibambini.org
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* Giacomo Vaciago, firmatario dell'appello, eletto alla costituente nazionale per L?Ulivo-Partito democratico, e membro della commissione "Manifesto dei valori" suggerisce di "aggiungere un voto a chi ha il dovere (come genitore, tutore, curatore...) di curare gli interessi di uno - o pi? - minori" piuttosto che delegare ai genitori, al tutore o al curatore, tanti voti quanti sono i figli minori o i minori affidati alla tutela o alla curatela. E? un?ipotesi su cui ragionare.

Marco Bani Micheletti, lunedý 17 dicembre 2007
Francesco,
ero presente alla riunione svoltasi a Impruneta il 03 nov, in preparazione all'assemblea costituente regionale della Toscana.
In quell'occasione anticipasti quanto riportato attualmente sul sito di Enrico Letta ( ora anche in questo sito - ndr). Una iniziativa che ha riacceso l'entusiasmo iniziale!

Io sono interessato ad essere aggiornato sui lavori della commissione statuto, ma, allo stesso tempo, cerco di darVi degli spunti di riflessione. In occasione della sopra citata riunione indicasti delle questioni su cui sarebbe stato utile ricevere stimoli. Ricordo solo che ponesti il problema di cosa faranno i partecipanti al PD tra una elezione primaria e l'altra? Su questo provo a cimentarmi.

Organizzare degli incontri in cui discutere degli argomenti all'ordine del giorno del PD o di particolare interesse e da cui esca un documento di indirizzo destinato agli eletti.
La cadenza degli incontri potrebbe essere programmata in funzione dell'agenda politica o delle richieste dei partecipanti al PD.
Gli incontri dovrebbero essere in luoghi non riconducibili n? ai DS n? alla Margherita, come evidente segnale di discontinuit? e novit?.
Luoghi, perch? sarebbe meglio fossero incontri itineranti per la citt?, provincia o regione (teatri, cinema, palazzo convegni, aule universitarie, sedi di associazioni indipendenti).
I dibattiti dovrebbero essere all'insegna di qualit? e competenza, invitando quindi persone di un certo spessore, eletti, amministratori e esponenti della societ? civile.
Chiaramente il tutto dovrebbe essere organizzato come cittadini che vogliono partecipare al PD in modo attivo e propositivo, cercando di richiamare il meno possibile l'attivit? di partito.
I partecipanti saranno registrati e inseriti in un database per le comunicazioni di iniziative future; per i primi incontri potrebbero essere utilizzati i dati acquisiti durante le primarie.
Mi rendo conto che sarebbe un impegno importante, ma i vantaggi mi sembrano indiscutibili.
?Verrebbe apportato un significativo contributo agli eletti facendo concretamente qualcosa di nuovo. Credo che un documento sottoscritto da pi? persone riunitisi in assemblea abbia un certo peso politico.
?Potrebbero essere coinvolte "altre" persone e i giovani. Nella mia esperienza l'et? media dei votanti alle primarie ? stata piuttosto alta e gran parte sono stati portati dai DS, per cui il consenso va creato.
?Aiuterebbe a creare il consenso per il PD in prospettiva elezioni.
?verrebbero spiazzati i politicanti legati alle vecchie logiche di partito e di potere.
In definitiva un regolare scambio di stimoli tra eletti e potenziali elettori.

Cordiali saluti,
Marco Bani Micheletti
Gianvito Distefano, giovedý 3 gennaio 2008
Alcune proposte sullo Statuto Nazionale che sono il risultato del dibattito pubblico organizzato ad Olbia il 21 dicembre scorso dal comitato giovanedemocratico:

- all'art. 16 ? Elezioni per le primarie ? ? opportuno esplicitare la necessit? di confronti pubblici obbligatori tra i candidati per le primarie, stabilendo un numero minimo di incontri.

- all'art. 20 ? Dovere degli eletti ? ? opportuno stabilire la quota da versare al partito, con delle percentuali minime stabilite. Es. 15% per compensi fino a ? 2.000,00, 20% per compensi fino a ? 8.000,00, 30% per compensi superiori a ? 8.000,00.

- Riduzione dei costi della politica - sempre all'art. 20 sarebbe da aggiungere la necessit? della riduzione dei costi della politica, e stabilire il compenso a chi riveste incarichi istituzionali o di partito in base a quanto viene percepito da un dirigente metalmeccanico (per esempio fino a 5 volte il salario previsto dal contratto nazionale).

giovanedemocratico.blogspot.com
Alfonso Salemi, martedý 8 gennaio 2008
Ci? che manca nello Statuto del partito ? la durata del mandato.
Questo aspetto, che deve (deve) essere esteso al mandato parlamentare, ? fondamentale per superare le "incomprensioni" dei cittadini nei confronti della politica.
Non ?, infatti, ammissibile che divenga una professione a tempo illimitato. (anche i cardinali vanno in pensione).
Non ? neppure ammissibile che esista un'et? pensionabile per tutti, ma non per i politici.
A 65 anni dovrebbero andare in pensione tutti senza inibire la possibilit? di una collaborazione attiva in base alla capacit? ed esperienza.

Un altro aspetto fondamentale (fondamentale) ? la candidabilit? degli iscritti.
Tutti possono essere candidati, ma non tutti possiedono le caratteristiche e le conoscenze necessarie ed utili ad assumerne un ruolo.

Non si capisce perch? bisogna avere dei precisi requisiti per applicare le leggi (magistrati), ma non sono richiesti requisiti per fare le leggi o per gestire la formazione delle idee.

La notoriet?, la pubblicit?, il censo o l'appartenenza a "clan" non possono essere fattori decisivi per l'assunzione di ruoli o responsabilit? rivolti alla comunit?.
Bisogna, pertanto stabilire requisiti individuali e di formazione politica come presupposti per le candidature.
Ci? al fine di evitare che "avventurieri", "scalzacani" o peggio si introducano negli ingranaggi delle Istituzioni.
Siamo stanchi di vedere ogni sera delle "nullit?" che si arrogano il diritto di rappresentarci e, addirittura. proporre delle leggi.......

La presenza in parlamento come l'appartenenza alla direzione di un partito serio ed affidabile deve avere dei presupposti concreti e verificabili prima, durante e dopo il mandato a termine.
Due mandati consecutivi (come per i sindaci) possono essere adeguati sia per il Partito che per il Parlamento.

Gradirei avere una risposte qualificata e non evasiva.

Mi complimento per l'apprezzabile lavoro che viene svolto e resto in attesa di ulteriori comunicazioni.

Cordiali saluti

Alfonso Salemi