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Giornali e tg spargono rifiuti e macerie: il dovere di un'informazione corretta.
L'opinione di Alessandro De Martini da Altravoce.net

Giornali e tg spargono rifiuti e macerie. Inutile fornire cifre e spiegazioni, non ci salviamo dalle “bombe ecologiche” di Alessandro De Martini

Vinco un riserbo personale e d'ufficio che mi impone di non esternare le mie personali opinioni. È doveroso farlo, per denunciare una vera emergenza che investe la nostra regione e il nostro convivere civile. Non mi riferisco alla presunta emergenza rifiuti, no. Perché questa non esiste. Mi riferisco alla vera emergenza che tutti ci coinvolge: quella della corretta informazione.

L'importanza che riveste l'informazione nella nostra società, dove, fortunatamente, questa circola liberamente e ha molteplici strumenti per esprimersi, è un fatto che non ha bisogno del mio modesto contributo per essere qui riaffermata. In ragione di ciò non posso esimermi dal rimarcare pubblicamente lo sconcerto e anche l'allarme di fronte alla sistematica disinformazione e rappresentazione distorta della realtà operata dai mezzi d'informazione regionali, nella vicenda dei rifiuti provenienti dall'emergenza Campania.

Non entro nel merito degli aspetti “politici” della vicenda, dove ogni cittadino è libero di esprimere le proprie valutazioni e trarne un giudizio, ma mi riferisco agli aspetti più tecnici della vicenda. Abbiamo dato, a tutti i mezzi d'informazione che li hanno richiesti, i dati corretti su quantità, tipologia dei rifiuti e metodologia di smaltimento. Abbiamo puntualmente fornito l'informazione relativamente al possibile arrivo di navi (smentendo ogni volta le “voci” più fantasiose). Abbiamo fornito i dati relativi all'incidenza percentuale, delle quantità ipotizzate in arrivo, sul nostro sistema regionale di smaltimento (0,5% se arrivassero 6.000 tonnellate).
Non è servito a nulla.

Abbiamo assistito impotenti allo scempio della corretta informazione e all'ennesima demonizzazione di tutto ciò che riguarda il ciclo dei rifiuti. Non vorrei fare paragoni eccessivi, ma anche in questo caso la demonizzazione consente lo sviluppo dei peggiori istinti che albergano in tutte le società umane. Si parla e si scrive di “bombe ecologiche”, di “pericoli per la salute dei cittadini”, di “inceneritori killer” di “polveri tossiche” etc, etc. con un linguaggio da guerra batteriologica o da incubo nucleare, riferendosi a ciò che ciascuno di noi produce e “detiene” in casa propria: il rifiuto urbano.

È scioccante e preoccupante. Forniamo agli organi d'informazione dati, cifre, risultati scientifici: annuiscono, domandano, vogliono fotocopie e prendono appunti. Poi esce l'articolo: “Bomba ecologica a…”.

Ripeto, non entro nel merito della scelta politica, non posso farlo, ma il Presidente della Regione prima di rappresentare la disponibilità della Sardegna ad accogliere i rifiuti dell'emergenza Campania aveva un quadro certo della situazione regionale e la nostra rassicurazione tecnica che - entro limiti molto più ampi di quanto oggi ipotizzato - il sistema di smaltimento regionale era, ed è, in grado di farvi fronte senza disagi per i cittadini sardi.

Questo è un fatto certo, il resto sono titoli di giornale e annunci televisivi che lasciano solo rifiuti (sociali) e macerie (vere).
Per corretta informazione: lavoro all'Assessorato Difesa Ambiente come direttore generale

( Tratto da Altravoce.net).

 

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giorgio musu iglesias, mercoledý 16 gennaio 2008
condivido in tutto il fenomeno esposto sulla informazione servile.E' umiliante per l'informazione in generale e per quella sarda in particolare.Verr? un giorno che gli addetti a tale insostituibile e prezioso servizio, sentiranno il bisogno di guardarsi allo specchio senza vergognarsi e incominciare a restare con la schiena dritta.
Antonino Stroscio, mercoledý 16 gennaio 2008
Ringrazio l'amico Giorgio A. che mi ha segnalato l'articolo ... Sono profondamente indignato per la speculazione mediatica-politica che è stata fatta dall'informazione ... Ha fomentato quello che poi è successo ... Ha rispolverato i bollettini di guerra-calcio che giornalmente propina alle persone deboli e facili da conquistare.<br /> Ma ho avuto l'impressione che la patata si stia rivoltando contro (molti commenti nel mio ambiente di lavoro) ...<br /> Renato ha fatto benissimo, mi sento orgoglioso di essere sardo, e al napoletano che ha chiesto asilo politico alla svizzera, lo inviterei di chiedere asilo politico, se proprio vuole, alla Sardegna.
Antonio Guerrieri, giovedý 17 gennaio 2008
L'articolo del direttore generale dell'Assessorato alla difesa dell'Ambiente e' solo la conferma di cio' che tutte le persone di buon senso avevano pensato sin dall'inizio. E cioe' che il Presidente della Regione, prima di dare l'assenso al trasporto dei rifiuti napolitani, si fosse correttamente informato delle possibilita' tecniche dall'unico ufficio non solo deputato, ma anche in grado di fornire le informazioni necessarie. Il resto sono panzane inventate da politici squalificati e antistorici, che tentano di restare a galla nonostante il vuoto che rappresentano, anche istigando dei poveracci a compiere atti criminali (e speriamo che la Procura compia fino in fondo il proprio dovere).
Sulla informazione stendiamo un velo pietoso. Purtroppo quello che e' successo avviene quando non esistono editori puri, ma imprenditori che tentano di fare affari anche avvalendosi delle pressioni e dei vantaggi derivanti da una manipolazione dell'informazione.
Il Presidente Soru ha fatto la scelta giusta, che peraltro spettava solo a lui e agli uffici alle sue dirette dipendenze. Dio ci scampi dai politicanti che non sanno assumersi le proprie responsabilita'.
Da operatore della sicurezza (sono un ufficiale appartenente ad un corpo di polizia) mi si consenta un commento finale.
Rincresce constatare, nonostante gli anni spesi a fare formazione, che ancora esistono colleghi, pure con ruoli di responsabilita', che abboccano alle provocazioni di delinquentelli da quattro soldi (anche con la tessera da parlamentare in tasca) che cercano ripetutamente la manganellata davanti alla telecamera per poter gridare allo scandalo.