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Vincere le elezioni per rafforzare il rapporto tra Stato e Regione
Enrico Letta ha aperto la campagna del Pd: ?Partita aperta e al Senato siamo favoriti?

«Da quando Veltroni è sceso in campo, il Partito democratico sta recuperando un punto alla settimana. E al Senato è più probabile una nostra vittoria che quella di Berlusconi». C’è tutta la «serena determinazione con la quale dobbiamo affrontare questi quaranta giorni che ci dividono dal 13 aprile» nelle parole spese da Enrico Letta per aprire a Cagliari la campagna elettorale del Pd.

Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio è intervenuto all’incontro con candidati e simpatizzanti democratici organizzato al "T Hotel" di Cagliari dai circoli del Pd (guarda il video dell'incontro). Con lui anche il presidente della Regione Renato Soru e il segretario regionale del Pd, Antonello Cabras.

Solidità di ragionamento, chiarezza di concetti, pacatezza nei toni e nel linguaggio. Lo stile Letta, apprezzato anche dagli avversari, si nutre di sostanza e lascia da parte la retorica elettorale. Meglio, molto meglio, puntare sull’efficacia comunicativa per spiegare il complicato tecnicismo elettorale che può aprire l’orizzonte della vittoria al Pd. «Regioni piccole come Umbria, Trentino e Basilicata hanno una rappresentanza sovradimensionata rispetto al loro bacino elettorale» ha spiegato. «In almeno due di esse è probabile una nostra vittoria, il che ci regala un vantaggio iniziale di cinque o sei senatori. Inoltre la frammentazione dell’ex Cdl farà sì che, nelle Regioni in cui vinceremo, Pdl, Udc e Destra dovranno dividersi la quota che spetta a chi perde, quota che nel 2006 andava ad una sola coalizione». Ma, accanto alla fiducia, bisogna mettere l’impegno per vincere le elezioni. Ecco perché, per Letta, è fondamentale conquistare la maggioranza in regioni «in bilico» come Lazio, Abruzzo, Marche e Sardegna. «Abbiamo dinanzi a noi un’occasione storica, che può dare la svolta al Paese. Possiamo vincere da soli e questo darebbe a Veltroni la possibilità di governare con un’omogenità programmatica che neppure la Dc di De Gasperi ha avuto».

Letta si è soffermato anche sui risultati ottenuti grazie al dialogo proficuo tra Stato e Regione durante i 20 mesi di governo Prodi. «L’accordo sulle entrate è fondamentale per l’Isola e la Sardegna lo ha ottenuto grazie alla determinazione di Renato Soru e al lavoro dei parlamentari sardi» ha ricordato Letta aggiungendo che «il modello sardo per il negoziato sulle entrate ha fatto scuola tanto che adesso il Friuli ne chiede l’applicazione. E questo perché è un modello moderno che ridisegna il rapporto tra Stato e Regione in modo paritario e non come dialogo tra chi chiede un’oblazione e chi la concede». Oltre che sulla partita entrate Letta ha messo l’accento anche su quella relativa alla smilitarizzazione delle basi voluta dalla Regione. «Il fatto di ospitare il G8 a La Maddalena tra un anno e mezzo aprirà sulla Sardegna una finestra di opportunità unica. Tutto il mondo, per qualche giorno, avrà gli occhi puntati sull’Isola. Sarà essenziale lanciare un messaggio importante, di sviluppo che coinciderà con l’uscita della Sardegna dal mezzogiorno, dandole la possibilità di divenire una delle regioni di punta del nostro Paese». Ecco perché, ha concluso Letta, il Pd deve affrontare le elezioni politiche di aprile e le regionali dell’anno prossimo con «serena determinazione». Per fare in modo che a La Maddalena per il G8 ad accogliere gli ospiti stranieri ci siano Walter Veltroni e Renato Soru.

Il governatore regionale nel suo breve intervento ha ricordato la «lealtà del governo Prodi verso la Sardegna, col mantenimento di tutti gli impegni presi» mentre il segretario regionale del Pd Antonello Cabras ha sottolineato come «il nostro partito porta in campagna elettorale un vento di novità nella politica nazionale ma anche risultati concreti di governo forti dei quali possiamo affrontare a viso aperto il centrodestra».

E sulla novità forte costituita dal Pd si è soffermato anche Francesco Sanna, candidato democratico al Senato. «Veniamo da un tempo in cui, per via del collegio uninominale, al politico si chiedevano cose attinenti a dimensioni elettorali chiuse. E questo moltiplicava la difficoltà di far fronte comune tra parlamentari della stessa regione anche dinanzi a questioni fondamentali». Il compito dei parlamentari sardi deve anche essere quello di far squadra. «Se questo avviene i risultati per la nostra Isola arrivano. Per 50 anni la Sardegna ha chiesto invano la cancellazione della diseconomia dovuta alla mancanza del metano. Ma grazie al coordinamento che si è creato tra il sistema istituzionale nazionale e quello regionale, quando è arrivata l’opportunità giusta, qualcosa è cambiato. E per la prima volta nella nostra storia, abbiamo ospitato un vertice internazionale nel quale l’accordo tra Italia, Algeria e - per le sue competenze - la Regione Sardegna hanno dato la definitiva concretezza a quella che sarà per importanza e sfida tecnologica la più importante dotazione infrastrutturale della nostra isola. Credo che il consolidamento dell’Intesa tra Stato e Regione sulle entrate debba essere una priorità della prossima legislatura e nell’agenda del gruppo parlamentare del Partito democratico, consentendone l’applicazione integrale, che avverrà nel biennio 2009/2010. Dobbiamo tenere alta la guardia, perché così come in modo miope e ottuso il centrodestra ha contestato a Roma e a Cagliari un accordo vantaggioso per la Sardegna, un eventuale Governo Berlusconi che desse retta al centrodestra sardo potrebbe essere tentato dal modificare quel sistema di finanziamento, posto che il Parlamento può variarlo sentita la Regione, e non necessariamente d’accordo con la Regione. La sicurezza sulle nostre future entrate: un buon motivo in più per votare il Partito Democratico e assicurare una maggioranza di centro-sinistra nella Camera e nel Senato». (Guarda il video dell'intervento di Francesco Sanna).

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