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Il PD a Carbonia: Un Governo autorevole per fare le riforme e cambiare l'Italia
Il ministro Parisi: ?Il risanamento deve continuare per dare speranza al Paese?. Francesco Sanna: tre presidenti democratici per il G8 a La Maddalena

 Un appello alla speranza e alla responsabilità di ciascun cittadino perché «il voto di ognuno di noi sarà determinante per vincere le elezioni». È un Arturo Parisi determinato quello che a venticinque giorni dal voto arringa candidati e simpatizzanti del Partito democratico a Carbonia. Il tour elettorale del ministro della Difesa ha fatto tappa nel Sulcis. Dopo una sosta pomeridiana a Siliqua per l’inaugurazione del circolo locale del Pd, in serata Parisi è arrivato al “Tanit”. Con lui il segretario regionale del partito, Antonello Cabras, e i candidati Francesco Sanna, Antonangelo Casula e Paolo Fadda mentre il sindaco della città, Salvatore Cherchi, ha fatto gli onori di casa.

«Viviamo una campagna elettorale di ascolto, per capire a fondo quali sono le esigenze dei cittadini» ha suggerito Parisi. «Torno qui dopo appena due anni e in me, accanto al piacere di rivedere tanti amici, c’è anche molta rabbia. Se penso alle cose fatte dal governo Prodi con la Sardegna e per la Sardegna, alle altre che avevamo impostato, ai risultati che erano a portata di mano…e poi a questa stasi terribile dovuta alla fine della legislatura e alla perdita di tempo che comporta, la rabbia è davvero tanta». Muove da questa amara analisi la convinzione di Parisi che il Partito democratico possa essere la soluzione al problema dell’instabilità di governo. «Nel nostro programma c’è come obiettivo quello di concludere la transizione iniziata negli anni Novanta» ha spiegato Parisi. «Non c’è più tempo per rinviare le riforme: serve un’unica Camera e ci vuole la riduzione del numero dei parlamentari». La partita è difficile, il ministro lo sa e lancia i suoi strali contro la scellerata legge elettorale «che noi non volevamo», una legge fatta dal centrodestra per «impedire maggioranze sicure e relegare l’Italia nell’ingovernabilità, togliendo la possibilità di scelta all’elettore».

Ecco perché il Pd vuole cambiare il governo e con esso il Paese. Ma servono tempi lunghi e sacrifici. «Siamo consapevoli che i problemi non possono essere risolti dall’oggi al domani. Occorre un’azione di governo efficace ma necessariamente protratta nel tempo e che quindi ha bisogno di poggiare su basi stabili e durature» ha detto Parisi. Per questo si è consumata la rottura con la sinistra radicale. «Il Pd sta dalla parte di chi vuole risolvere i problemi e non da quella di chi li agita strumentalmente» ha aggiunto il ministro che poi, riferendosi al centrodestra ha commentato: «Noto che Berlusconi, da venditore di sogni quale si è sempre presentato, adesso si ricicla in profeta di sventura. Ma se non si mette a disposizione del Paese un’autorevolezza che autorizza a chiedere sacrifici ai cittadini non si è credibili. Ecco perché votare da quella parte aprirebbe la strada al caos e all’ingovernabilità». Secondo Parisi è tempo per il Partito democratico «che già amministra in modo affidabile Comuni, Province e Regioni, di conquistare anche al governo nazionale quell’autonomia numerica che gli consenta di riprendere efficacemente l’azione interrotta. «Siamo qui per ricominciare da dove siamo stati costretti a fermarci» ha concluso Parisi «e per questo ci appelliamo alla speranza e alla responsabilità degli elettori».

Alla necessità di una straordinaria mobilitazione popolare per vincere le elezioni ha fatto riferimento anche Francesco Sanna, candidato democratico al Senato, che ha aperto la serie degli interventi (guarda il video). «Un partito che si definisce democratico fa del contatto diretto col popolo uno dei cardini del suo agire» ha esordito Sanna.«Stiamo facendo una campagna elettorale che ha ben poco di mediatico, ed è fitta invece di incontri con i cittadini. Veltroni sarà in Sardegna il 2 e il 3 aprile e siamo certi che la partecipazione sarà fortissima». Anche in quei giorni ci sarà modo di ribadire il senso della scelta democratica. «Non era più possibile che qualsiasi possibilità di riuscita dell’azione di governo fosse soffocata dal vocio che, prima, durante e dopo l’assunzione di ogni decisione, veniva innescato da forze politiche appartenenti alla coalizione di centrosinistra». Ecco perché il Pd oggi si presenta al giudizio degli elettori «non da solo, come qualcuno dice, ma libero» ha chiarito Sanna. Basta con i doppi giochi, basta con chi tiene i piedi in due staffe. «In questi due ultimi anni mi sono vergognato quando, dinanzi a ciò che il governo Prodi faceva per la Sardegna sul tema dell’energia, la difesa delle produzioni industriali e del rilancio del carbone Sulcis, c’era sempre chi si adoperava a rendere tutto friabile con una scellerata politica del “no”. Mentre in Consiglio regionale e in Parlamento chi oggi sta nel Partito democratico si batteva per ottenere certi risultati, altri, come Pecoraro Scanio ed i suoi recenti acquisti locali, remavano costantemente contro ogni soluzione proposta». Sanna ha ricordato anche che il medesimo discorso può esser applicato alla partita delle bonifiche Igea, rallentate dalla mancata approvazione dei piani di caratterizzazione. «Non esiste una Sardegna senza industrie, non esiste una Sardegna senza energia, non esiste una Sardegna senza bonifiche». Il candidato democratico ha sottolineato come, nonostante il limite costituito dai partiti più piccoli che ne hanno minato l’impegno riformista, il governo Prodi ha avuto il merito di risanare i conti pubblici.

Taglienti le critiche rivolte all’operato degli esponenti del centrodestra: da Frattini «che si dimette da commissario dell’Unione europea per candidarsi alle politiche, senza aver mai seriamente affrontato i dossier che riguardano la Sardegna, e proprio mentre la Commissione sta per deciderli » al deputato forzista Mauro Pili «che, anziché fare il parlamentare nazionale, ha preferito continuare a fare il consigliere regionale di opposizione ma stando seduto a Montecitorio». Davanti a questo scenario che si apre a destra come a sinistra, il Pd si accredita come partito del lavoro. «Vale a dire come forza che vuole essere rappresentativa dei lavoratori, delle imprese, senza le quali il lavoro non c’è, e di chi il lavoro aspira a trovarlo» ha spiegato Sanna sottolineando l’importanza delle riforma per alleggerire il peso della burocrazia e per dare impulso alla scuola, alla ricerca e allo studio. «Serve, e io auspico che si realizzi, un trend politico, culturale ed elettorale che da oggi al  2009, in occasione del G8 a La Maddalena, ci consenta di vedere Walter Veltroni che, come Presidente del Consiglio, stringe la mano a un presidente degli Stati Uniti e a uno della Regione Sardegna: e tutti e tre siano felici di dirsi democratici».

Anche Antonangelo Casula ha ricordato i positivi risultati ottenuti dal governo Prodi in materia di risanamento economico mentre Antonello Cabras ha invitato a non confondere «i risultati ottenuti, che ci sono eccome, con i problemi che ha avuto la coalizione». Cabras ha sottolineato come la necessità di un nuovo modello di sviluppo per la Sardegna, e per il Sulcis nello specifico, non debba significare la dismissione del comparto industriale. «Un’Isola senza fabbriche sarebbe una follia ma è proprio quella che, in cinque anni di governo, ha immaginato il centrodestra sardo e quello nazionale che per l’industria sarda non ha mosso un dito». Cabras si è detto fiducioso circa il risultato elettorale: «Credo che il Pd in Sardegna possa puntare a percentuali di rappresentanza più vicine al 40% che al 30%».

Anche Salvatore Cherchi, nel portare il suo saluto, si è riconosciuto nella parole di Francesco Sanna. «Guai a toccare l’industria, guai a mettere in discussione il suo patrimonio. Certo noi paghiamo gli errori del governo Berlusconi che trattò la vertenza Portovesme come aiuto di stato: e questo ha complicato il rapporto con l’Unione europea. Ma le nostre fabbriche vanno salvaguardate, ammodernate e rilanciate». Cherchi ha posto l’accento anche sullo stato sociale, la povertà crescente, la difficoltà che moltissime famiglie vivono mese dopo mese. «Questo è il problema che i sardi avvertono di più, tutto il resto viene dopo» ha spiegato il sindaco di Carbonia. «Bisogna ridare una prospettiva al Paese e per farlo, come ha detto Parisi, serve un governo stabile, autorevole e duraturo. Tocca al Pd, l’unica novità seria nel panorama politico italiano, dare le risposte alle esigenze del Paese, del Mezzogiorno e della Sardegna».


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