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Il commento di Francesco Sanna sul discorso del Capo dello Stato sui 18 enni al voto
 
I ragazzi italiani nati nel 1999 andranno a votare, a differenza dei loro coetanei del 1899 che invece andavano alla guerra di trincea, ci ha ricordato il Presidente della Repubblica nel discorso di fine anno.
Tuttavia, i diciottenni/ventiquattrenni di oggi - per effetto di una norma costituzionale che penso debba essere cambiata -  eleggono solo mezzo parlamento, in quanto se non hanno compiuto i venticinque anni, a loro è negato votare per il Senato della Repubblica. 
L'intervento di Francesco Sanna, in qualitÓ di relatore della proposta di Legge. Aula della Camera 23 ottobre 2017

Siamo di fronte all'applicazione pratica, specifica, dell'articolo 6 della nostra Carta costituzionale: la Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche. Non è un caso che, dopo una prima scelta della Commissione dei 75 che immaginava una norma di protezione delle minoranze etniche e linguistiche, in una parte che riguardava le regioni della Carta costituzionale, il costituente, il plenum dell'Assemblea costituente abbia deciso di mettere l'articolo 6, di tutela delle minoranze linguistiche, nella parte che riguarda i principi fondamentali, perdendo la specificazione etnica, ma concentrandosi su quella linguistica (VIDEO)

Il commento di Francesco Sanna sull'esito delle elezioni tedesche

 

Il modello elettorale tedesco, con la soglia di accesso del 5% quale unico correttivo al criterio proporzionale della rappresentanza politica, non produce "nelle urne" una maggioranza di governo e obbliga per l'ennesima volta a governi di larghe intese. Ma se le alleanze si è comunque obbligati a farle dopo le elezioni, allora è meglio prima sottoporle al giudizio dei cittadini, per farle giudicare come prospettiva di un possibile futuro Governo. 

Il testo del Decreto pubblicato nella Gazzetta ufficiale del 3 agosto 2017

Il Decreto Legge n.91/2017 " Disposizioni urgenti per la crescita economica del Mezzogiorno".

L'intervento di Francesco Sanna sulle pregiudiziali di costituzionalitÓ del provvedimento (25-7-2017)
Siamo disponibili a ragionare, dunque a riformare, secondo i tempi che la storia ci chiede, un istituto che all'inizio della Repubblica è stato a protezione dello status parlamentare, perché si potevano far battaglie qui dentro e uscire con il vitalizio a cinquant'anni sapendo che si era protetti dalla possibilità di avere la pagnotta e di vivere dignitosamente, anche se avevi fatto la tua esperienza politica di opposizione dura contro il Governo e contro i potentati economici di allora. Il vitalizio, poi, è diventato strutturalmente un modo per finanziare l'organizzazione della politica. Questi sono argomenti che riguardano la storia, la sociologia, che nulla hanno a che fare col tempo in cui viviamo, in cui nessuno immagina una sua responsabilità istituzionale per trenta, quaranta anni della propria vita, e nessuno immagina una sua vita istituzionale che completamente assorba il dovere di avere un lavoro fuori, una responsabilità economica fuori, una professione fuori dalle aule parlamentari.