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Francesco Sanna si augura che la Camera dei deputati approvi rapidamente il testo di legge licenziato dal Senato. 1 agosto 2012

E' molto apprezzabile che il Consiglio Regionale della Sardegna abbia dato in tempi rapidissimi il richiesto parere sulla proposta di legge dell'onorevole Palomba, consentendo di evitare il ritiro, come egli dice, della più antica delle iniziative sulla materia, o della seconda in ordine di tempo, come dicono gli atti parlamentari. Si chiude così una parentesi procedurale iniziata circa un mese fa.

Da L'Unione Sarda di Martedì 24 luglio 2012, di Giuseppe Meloni

Che beffa, se finiremo per rieleggere 80 consiglieri regionali. Dopo che era partita la gara a chi ne tagliava di più; dopo che lo stesso Consiglio e il Senato hanno approvato la riduzione a 60 seggi, ed è passato il referendum che proponeva di portarli a 50. L’Idv addirittura chiede che siano 40.

Intervista di Francesco Sanna pubblicata su Il Fatto Quotidiano, giovedì 7 giugno 2012

Nell`aula del Senato, ieri, ha tenuto la sua lunga relazione  contro Sergio De Gregorio. E ha spiegato ai colleghi perché, come deciso dalla Giunta per le immunità, bisognava dire di sì ai domiciliari chiesti dal gip di Napoli. Ma Francesco Sanna, giurista eletto nelle fila  del Pd. è uscito sconfitto.

Il testo della nota che Francesco Sanna ha scritto per chiedere la modifica del regolamento del Senato e consentire la trasparenza degli atti

Francesco Sanna ha scritto al Presidente della Giunta per le Immunità e Autorizzazioni a procedere del Senato, Marco Follini. Il senatore democratico sostiene la necessità che venga modificato il regolamento di Palazzo Madama che impone la riservatezza per gli atti istruttori che compie la Giunta e sia garantità la pubblicità dei lavori già dalla riunione del 23 maggio 2012.

I senatori democratici hanno chiesto al ministro Cancellieri di bloccare la manifestazione dei gruppi neofascisti

Il nostro ordinamento prevede, in particolare con la legge n. 645 del 1952, nota come “Legge Scelba”, di attuazione della XII disposizione transitoria (comma primo) della Costituzione, il divieto di ricostituzione del partito fascista configurandolo in una serie di condotte che possono essere sanzionate, tra le quali “…quando esaltando, minacciando o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista”;