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Francesco Sanna mette in rete la proposta di riforma costituzionale dell'Assemblea legislativa della Sardegna e ne spiega contenuti e motivazioni.

Presentato dai senatori democratici della Sardegna (primo firmatario Francesco Sanna) un disegno di legge costituzionale che riforma lo Statuto Speciale della Sardegna prevedendo una nuova composizione del Consiglio Regionale. Nuova Assemblea composta da quarantanove membri compreso il presidente della Regione (con un rapporto di rappresentanza di uno in ragione di circa 35mila abitanti).

Francesco Sanna rende disponibile il testo del maxiemendamento sulla manovra economica del Governo in discussione al Senato (7 settembre 2011)

E alla fine il maxi emendamento è arrivato. Alle 19, ennesimo, voto di fiducia. Dirò un NO a Berlusconi ben scandito. Vedo che anche Beppe Pisanu su Repubblica di oggi dice che il Governo deve andare a casa. Spero che inizino a farglielo capire da stasera.

Francesco Sanna rende disponibili gli emendamenti presentati dal PD per tutelare le entrate della Sardegna e lo Statuto sardo (allegati sotto)

Gli uffici della Commissione Bilancio del Senato sono ancora impegnati, questo pomeriggio, nella ordinazione per argomenti delle proposte di modifica della manovra economica del Governo. Non siamo ancora in grado, dunque, di valutarne completamente la portata. Possiamo invece confermare la presentazione degli emendamenti dei senatori del Partito Democratico a tutela delle regioni speciali e della Sardegna

L'editoriale di Francesco Sanna, Sardegna24 (14 agosto 2011)

" Norma fondamentale di riforma economico-sociale". Questa formula non compare nel testo del decreto diffuso ieri dalla stampa. E ciò farebbe ritenere che gli enti locali sardi siano esclusi dalla norma sulla sopressione di province e comuni. Bisognerà però attendere la pubblicazione del testo sulla Gazzetta ufficiale.Non sarebbe il primo caso di discrepanza tra le indiscrezioni e il testo definitivo ma, ammettendo che la questione ci riguardi, che cosa accadrebbe?

Di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, Corriere Della Sera, 18 luglio 2011

Come possono imporre «subito» i ticket sanitari fino a 45,5 euro a operai e impiegati rinviando a «domani» (quando?) l'inasprimento del costo a carico dei parlamentari dell'assistenza sanitaria integrativa? Come possono imporre «subito» un taglio alla rivalutazione delle pensioni oltre i 1.400 euro rinviando a «domani» (quando?) quello dei vitalizi loro, che nel 2009 hanno pesato per 198 milioni di euro e pochi mesi fa sono stati salvati con voto plebiscitario dalla proposta che voleva trasformarli in pensioni «normali» soggette alle regole comuni?