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Il senato nella seduta del 23 novembre 2010 ha approvato il ddl che riforma l'avvocatura: il Pd critica l'impostazione corporativa

Abbiamo combattuto per una riforma della professione forense che disegnasse un'avvocatura libera, plurale, moderna, aperta, europea proiettata verso il futuro ed è per questo motivo che non possiamo votare a favore di questa legge che è esattamente l'opposto: impone un modello chiuso che riporta l'avvocatura agli anni Cinquanta e ci allontana significativamente dai sistemi vigenti nei principali Paesi occidentali (G. Carofiglio PD)

L'iniziativa dei senatori democratici Ceccanti e Sanna, del 26 ottobre 2010

Il nostro Regolamento prevede oggi nel suo art. 33 un irragionevole divieto assoluto di pubblicità dei lavori per le sole sedute in sede referente e consultiva. La questione è emersa con particolare delicatezza in questa legislatura a proposito di una legge costituzionale, il ddl 2180, il cosiddetto Lodo Alfano costituzionalizzato, che non solo riveste un'importanza particolare nel dibattito pubblico, ma che, per le caratteristiche tipiche di quella fonte regolata dall'articolo 138 della Costituzione, potrebbe sfociare in un Referendum popolare, per il quale i cittadini dovrebbero avere la possibilità di formarsi un giudizio compiuto, anche delle fasi in Commissione.

Francesco Sanna ha scritto una nota pro memoria ai colleghi senatori del Pd per ricostruire i fatti che hanno portato al caso Quirinale

Pro memoria per comprendere come le obiezioni del presidente Napolitano nella sua lettera di oggi a Presidente della Commissione Affari Costituzionali del Senato siano state sviluppate nell'azione di opposizione del gruppo PD.

La lettera di Francesco Sanna, in risposta all'articolo di Marco Travaglio, pubblicata oggi da Il Fatto Quotidiano

Dice Travaglio: la logica della riduzione del danno con proposte alternative è pericolosa, perché si dà per scontato che il danno si produca. Sarebbe vero se fossimo rimasti a contemplare, anche indignati, la bocciatura dei nostri due emendamentini. Invece, insieme alle altre opposizioni, i NO sono diventati centotrentanove. Centotrentanove modifiche e aggiunte presentate, compresi i tre emendamenti soppressivi, la cui illustrazione e discussione ci hanno consentito, sino ad ora, di evitare questo danno alla nostra Costituzione. Ci siamo scelti il campo di battaglia, siamo ricorsi alla guerriglia, perché in un altro scenario i cattivi vincevano.

Il presidente della Commissione Affari Costituzionali, sen, Carlo Vizzini, il 29 settembre 2010 ha depositato il nuovo testo al Ddl 2180

Alla ripresa dei lavori parlamentari nella Commissione Affari Costituzionali che,in sede referente dal mese di marzo 2010, lavora alla disciplina dello scudo giudiziario per le alte cariche istituzionali "Ddl gasparri n.2180" più noto come lodo Alfano costituzionale, il presidente della Commissione Carlo Vizzini ha depositato il nuovo testo con gli emendamenti al disegno di legge, 29 settembre 2010 ( apri e scarica i files allegati).