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Aula della Camera, lunedì 19 settembre 2016

Nel ragionamento che voglio sottoporre, innanzitutto, ai presentatori della mozione, ma anche ai gruppi parlamentari che hanno voluto intervenire in questa discussione generale, io ritengo che in un tempo in cui troppo forte grida il pensiero debole, circa la riforma costituzionale, circa la legge elettorale, un minimo indefettibile di serenità nei rapporti istituzionali ci debba portare a rispettare le competenze degli organi di garanzia che nella nostra campagna sulla riforma costituzionale e anche sulla legge elettorale diciamo essere al centro, come obiettivo, di qualsiasi nostra intenzione.

Francesco Sanna ha scritto un breve saggio per L'Unità

E’ allora importante, per chi non voglia eludere nessuno dei temi che si discutono nella campagna referendaria, andare a riprendere brevemente cosa  proponevano gli ultimi programmi del centrosinistra. Anzitutto per rintracciare in essi (se vi era) il “mandato” a riformare la Costituzione. E poi vederne più da vicino coerenze e distanze con il testo approvato, e magari trovarvi idee e motivazioni per il proprio voto nel referendum confermativo.

Può esserci nobiltà in chi dissente, ma altrettanta lungimirante visione può trovarsi in chi prevale. Il mio articolo su L'Unità ( 31.8.2016)

Da un Ballarò di fine giugno a tutte le interviste e Feste dell’Unità in cui parla della riforma costituzionale, Massimo D’Alema motiva un concetto giusto – la libertà di coscienza nel voto al referendum costituzionale – con un fatto storico di cui racconta solo il prologo, ma non il finale. Così cambiandone il senso.

L'intervento di Francesco Sanna nell'Aula della Camera, giovedì 26 maggio 2016

Nella nostra concezione, quando noi parliamo di cittadini e li leghiamo ai partiti, non è per dire che i secondi sopraffanno i primi. I cittadini sono sempre i protagonisti dentro i partiti. I cittadini da soli però non contano nulla. Se non c’è un'organizzazione politica che si fa partito o movimento con qualsiasi altro nome della politica attualizzata al tempo in cui si vive, la solitudine del cittadino contro un potere, in qualsivoglia forma esso si manifesti, culturale, politico, istituzionale, economico è una solitudine che cade nella disperazione. L'esercizio politico dell'insieme, il passaggio dall’ «io» al «noi» in politica è il rifiuto della disperazione ed è la negazione della cittadinanza.

Soddisfazione di Francesco Sanna per il provvedimento adottato nel pomeriggio dal Consiglio dei ministri ( Roma, 16 maggio 2016)

I numeri della partecipazione della Regione al gettito delle imposte statali saranno più alti soprattutto se l'economia ed il lavoro cresceranno. Ma insieme alla libertà di decidere la destinazione delle risorse, verrà esaltata la responsabilità di impiegarle bene, di non vederle sprecate, di farle fruttare a favore di lavoro, innovazione, risanamento e tutela dell'ambiente.