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Un appassionato intervento sui contenuti della Legge Statutaria della Sardegna

La Legge statutaria, attualmente in discussione, viene vista come un allargamento delle nostra sovranit?, un rafforzamento del federalismo ? che, sia detto per inciso, continua a costituire una priorit?, anche se in genere il cittadino ha timore del potenziamento dei poteri delle autonomie (Censis del 2005; e si pensi in proposito anche solo alle preoccupazioni espresse dagli insegnanti in relazione al conferimento di specifiche competenze alle Regioni).

Disciplinando le forme di governo

Prima che l'Esecutivo faccia la nomina sar? necessario l'esame e il parere del Consiglio

Il Consiglio Regionale ha approvato l?articolo 13 bis della legge statutaria, che introduce il potere ? dovere, per il Consiglio medesimo, di valutare ed esprimere pareri sulle pi? importanti nomine dell?esecutivo. Il parere interviene prima che le nomine abbiano efficacia, e dunque la Giunta, ed il Presidente in particolare, potrebbero cambiare idea a causa di un giudizio critico ritenuto fondato.

Francesco Sanna commenta l'articolo 4 della legge statutaria, che modifica l'istituto referendario in Sardegna.

Una minoranza molto organizzata (meno del 18 %) del corpo elettorale,  potrebbe abrogare una legge approvata all?unanimit? dal consiglio regionale o dare una corsia privilegiata ad una proposta di legge popolare. Questo ?paradosso democratico?, che valorizza la partecipazione dei cittadini, rilancia in modo razionale gli istituti di democrazia diretta in Sardegna.

L'articolo di fondo su L'Unione Sarda

Non ce l'ha fatta ancora, la legge statutaria che ? al dibattito in Consiglio regionale, ad emergere all'attenzione del popolo sardo. Non ? riuscita a superare nell'audience i tre "non possumus" della scorsa settimana politica italiana: quello dei vescovi ai pacs, quello dei sei ambasciatori per l'Afganistan, quella del governo agli ingordi interessi del calcio.

Pi? dialogo con le Parti Sociali europee

Nel momento in cui il Consiglio regionale si accinge a riformare il quadro dell'impianto Statutario, una domanda finora non ha ricevuto l'attenzione che merita. Il modello di partecipazione democratica cui ispirarsi deve essere solo quello che prevede un confronto e una dialettica tra le istituzioni, accompagnato da un rapporto esclusivo e diretto tra governo e popolo, o ? invece opportuno estendere il dialogo tra istituzioni e parti sociali (sindacati, associazioni d'impresa, terzo settore), gi? definito in sede europea partenariato?