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Legge europea 2017: discussione dell'art. 11 bis
L'intervento di Francesco Sanna nell'Aula della Camera, sulle tariffe energetiche, mercoledý 19 luglio 2017
Discussione del disegno di legge: Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2017 (A.C. 4505-A) (Camera dei deputati, 19/7/2017). VIDEO
 
Presidente, io parto dall'emendamento in discussione che ha il valore di sbloccare la possibilità per il nostro Paese di rifinanziare le fonti rinnovabili in maniera intelligente e più efficiente rispetto a ciò che facciamo oggi, introducendo il principio della neutralità tecnologica dove lo Stato vorrà introdurlo che vuol dire: non mi fisso su una modalità di produzione di fonte rinnovabile ma metto a gara e faccio competere la migliore tecnologia, possibilmente italiana, in questo campo.
 
Però, l'intervento e il dibattito che si è avuto anche sul precedente emendamento mi induce a dire che i dati che oggi ci fornisce il Gestore del Sistema Elettrico sull'impatto sulla bolletta elettrica del finanziamento delle fonti rinnovabili attraverso un'azione mirata e costante di eliminazione delle truffe e delle inefficienze nei confronti di chi non doveva prendere le agevolazioni e, invece, le prende e oggi dovrà restituire.
 
Questo porterà, dicevo, insieme alla fine di agevolazioni a vecchi impianti che non le meritano più e hanno finito il loro periodo di agevolazione, un décalage dell'onere che noi paghiamo sulla bolletta elettrica. Come ha detto il collega Benamati, circa 2 miliardi all'anno nei prossimi anni. E il risparmio che faremo su questo noi abbiamo deciso, col voto precedente, di darlo metà alle famiglie e alle imprese - a tutte le imprese - e l'altra metà a sostenere la competitività del sistema italiano.
 
Mi dispiace dell'astensione dei colleghi della Lega Nord, perché avete evitato di sostenere le imprese che anche al Nord fanno l'ossatura del sistema economico della manifattura italiana e vi siete dimenticati che senza questa battaglia che altri Stati fanno con le stesse regole europee che noi oggi applichiamo avrebbe portato, se avessimo seguito tutti il vostro voto - diciamo così - un po' ignavo, a non rendere più competitive queste imprese e a farle chiudere.
 
Si tratta di imprese che fanno ogni anno 136 miliardi di fatturato. Immaginiamoci un gettito IVA che cessa su 136 miliardi di fatturato, immaginiamoci un milione di buste paga in meno, immaginiamoci mancati versamenti all'INPS, immaginiamoci l'esplosione della cassa integrazione. Ebbene noi, insieme al Governo, ce lo siamo immaginato e abbiamo deciso di reagire e di dare al Paese, con questo voto, una politica industriale sulla manifattura italiana.
 
E rispetto al fatto che prima di dare agevolazioni bisogna imporre il risparmio e l'efficienza energetica, leggendo la norma troviamo che noi, a chiunque voglia prendere un euro di agevolazione, imponiamo la diagnosi energetica degli impianti. Non regaliamo nulla ma additiamo a tutti la sfida del produrre con meno energia dando agevolazioni con un sistema diverso da quello di oggi. Oggi il sistema è vecchio di vent'anni: chi più consuma meno paga. Da domani non sarà così.
 
Da domani sarà così: chi consuma meglio meno paga e chi deve essere più competitivo nel sistema internazionale meno paga. Introduciamo un criterio che è il grado di intensità energetica, cioè il rapporto tra il costo dell'energia e il valore della produzione italiana. È una secchiata d'acqua fredda su chi non vuole immaginare che il nostro Paese competa nel sistema dell'economia reale dell'Europa e del mondo. Spero che vi risvegli un pochino.
 
( Sotto trovate il file scaricabile del testo della Legge europea 2017)
 
documenti
Legge europea 2017: bozza non corretta formato: .pdf 118 KB preleva »

La Camera anche se non ancora nella forma definitiva ha messo a disposizione il testo finale della Legge europea 2017 approvata dall'Aula.