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I ragazzi del '99 e l'elezione del Senato
Il commento di Francesco Sanna sul discorso del Capo dello Stato sui 18 enni al voto
I ragazzi italiani nati nel 1999 andranno a votare, a differenza dei loro coetanei del 1899 che invece andavano alla guerra di trincea, ci ha ricordato il Presidente della Repubblica nel discorso di fine anno.
 
Tuttavia, i diciottenni/ventiquattrenni di oggi - per effetto di una norma costituzionale che penso debba essere cambiata -  eleggono solo mezzo parlamento, in quanto se non hanno compiuto i venticinque anni, a loro è negato votare per il Senato della Repubblica.
 
Se guadagnano pagano le tasse come tutti gli altri cittadini, ma non eleggono una delle Camere che determinano l'uso delle risorse pubbliche approvando il bilancio dello Stato. Sono esclusi dal voto per eleggere il Senato circa quattro milioni di cittadini e cittadine italiane.
 
Per cambiare questo stato di cose, avendo atteso i "sei mesi" che per alcuni erano sufficienti per una riforma della Carta alternativa a quella respinta nel referendum del 4 dicembre 2016, ho presentato una proposta di legge per la modifica dell'articolo 58 della Costituzione. A chiunque l'abbia spiegata non ha provocato obiezioni o ostilità.
 
Potrà dunque essere utile per la prossima legislatura. 
 
Tre le innovazioni all'attuale sistema di elezione del Senato: voto ai diciottenni; eleggibili a 25 anni come per la Camera dei Deputati; residenza nella regione di elezione da almeno tre anni.
 
Qui la proposta, con la sua relazione illustrativa.